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Sanità: Lorenzin, lungo lavoro per risultato storico su medicina difensiva

19 novembre 2015 | 19.08
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"Un l avoro lungo, un percorso che ha incontrato non poche difficoltà. Ma ce l'abbiamo fatta, grazie all'impegno di tutti". Non nasconde la sua soddisfazione il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, alla notizia dell’approvazione in Commissione XII della Camera del provvedimento legislativo contro la medicina difensiva.

"E' un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva - prosegue Lorenzin - perché riesce a trovare un punto di equilibrio tra le tutele dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità".

Il testo redatto dalla Commissione ministeriale Alpa, "di cui ringrazio tutti gli autorevoli componenti, il relatore, il presidente, è stata una base preziosa di discussione in Parlamento - rileva il ministro - L'elaborazione prodotta dai parlamentari impegnati alla Camera ha permesso di cogliere tutti gli obiettivi: cambia la responsabilità del medico sia da un punto di vista penale, poiché non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guide, che civile, prevedendosi la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti con conseguente inversione dell'onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione".

Inoltre "viene introdotta l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione; la conciliazione obbligatoria pone un freno al proliferare dei contenzioni giudiziari; viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico; viene creato - sottolinea Lorenzin - un fondo di garanzia per le vittime di malasanità".

E' stato "mantenuto l'impegno assunto nei confronti dei medici, grazie a un provvedimento equilibrato, che - conclude Lorenzin - consentirà loro di lavorare con maggiore serenità", ma che è tale anche nei confronti dei pazienti, "che vedono comunque tutelati in modo chiaro e diretto i loro diritti".

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