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Lotteria scontrini, commercianti: "Momento sbagliato". Ecco perché

30 gennaio 2021 | 13.38
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I negozi "non hanno avuto il tempo per adeguarsi". Confcommercio: al 20 dicembre su un 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione dei corrispettivi, solo 700.000 erano stati aggiornati

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(Fotogramma)

La lotteria degli scontrini che parte lunedì "parte in un momento sbagliato: se fosse un'iniziativa privata sarebbe destinata al fallimento. I costi superano i benefici". I negozi "non hanno avuto il tempo per adeguarsi". Al 20 dicembre su un 1,4 milioni di registratori telematici installati per la trasmissione telematica dei corrispettivi, solo 700.000 erano stati aggiornati per poter far partecipare i consumatori alla lotteria degli scontrini: considerando le restrizioni imposte dal Governo a molte attività commerciali in questo periodo, i numeri non dovrebbero essere cambiati di molto. Ad affermarlo all'Adnkronos Enrico Postacchini, l'incaricato commercio e città di Confcommercio.

Oltre a questo, rileva, c’è il problema dei costi: per aggiornare i registratori telematici ed acquistare il lettore ottico per la lettura del codice lotteria, un esercente spende in media 300 euro. "Un costo esagerato e inopportuno in una fase estremamente difficile in cui molti commercianti hanno notevoli difficoltà finanziarie a causa della crisi economica dovuta alla pandemia in corso", sottolinea Postacchini che spiega che per gli adeguamenti "serve oltre 1 ora e mezza" e che c'è "un problema oggettivo legato alle difficoltà tecniche di chi dovrebbe approntare lo strumento di rispondere alle richieste".

Come il cashback, anche la lotteria degli scontrini, osserva Postacchini, "troverà il tempo che trova. Non ha nessun utilità per il mercato in un momento di incertezza in cui le aziende non sanno quando devono restare aperte o chiuse". Al costo dell'adeguamento si aggiunge anche il costo per comunicare la partecipazione dei negozi alla lotteria: "Siccome è un'operazione di Stato andrà pubblicizzata ed è un costo per le imprese". Il settore in questo momento "sta galleggiando a malapena", "avevamo chiesto una proroga perché questa iniziativa nasce zoppa: le teste delle persone sono distratte rispetto a questi temi, c'è sensibilità dei consumatori in questo momento, e società che devono fornire gli strumenti (lettore e cip) hanno difficoltà a installarli in tempi rapidi".

Secondo Postacchini, inoltre, "siamo nell'ingenuità totale se si pensa che la lotteria degli scontrini contribuirà da sola a combattere l'evasione fiscale. Si registra nella vendita al dettaglio un 10% di evasione fiscale. Perché non ci si occupa anche dell'altro 90%". "Il settore del commercio in questo momento è in piena disfatta. E' ridicolo pensare che la lotteria degli scontrini sia la soluzione per combattere l'evasione fiscale o per stimolare i consumi", sottolinea ancora.

CONFESERCENTI - Dalla lotteria degli scontrini che partirà da lunedì "non ci aspettiamo un aumento dei consumi. Così come non c'è stato con il cashback" dice all'Adnkronos il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni. "E' giusto voler eliminare la cultura dei contanti ma la lotteria degli scontrini non è neanche utile per combattere l'evasione fiscale. Per incoraggiare l'uso del denaro virtuale sarebbe più efficace abbassare i costi delle commissioni per le operazioni bancarie e ad esempio azzerarle del tutto per gli acquisti sotto i 50 euro", spiega Bussoni.

"Non c'è stato abbastanza tempo per fare gli adeguamenti necessari e un negozio su tre non è ancora in grado di partecipare" alla lotteria degli scontrini che parte lunedì. "A causa delle restrizioni e della situazione di difficoltà oggettiva del commercio tante imprese, soprattutto quelle meno strutturate, non hanno fatto in tempo ad adeguarsi. E al consumatore rischia di arrivare un messaggio sbagliato e diventare un fattore competitivo negativo" spiega Bussoni.

"Il governo ha investito 5 miliardi nel cashback e nella lotteria degli scontrini. Queste risorse - sottolinea - potevano essere utilizzate meglio per modernizzare e digitalizzare il settore: wifi, banda larga, misuratori fiscali con il contactless. Si è puntato a partire comunque".

"E' stata fatta molta propaganda e quindi non ci meraviglia che si parta: ma si poteva e si doveva essere più accorti", aggiunge il segretario generale di Confesercenti. L'unico aspetto positivo è quello che riguarda le sanzioni: "Sono state fatte correzioni e dobbiamo dare atto al legislatore di essere intervenuto almeno su questo aspetto. Ci poteva essere uno sforzo in più con un mese di rinvio che avrebbe permesso a tutti i negozi di adeguarsi anche perché in questo momento non ci sono le condizioni per farlo a livello tecnico da parte di chi fornisce il software. Servivano un paio di mesi. Forse entro la fine di marzo tutta la rete potrebbe riuscire ad adeguarsi", conclude.

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