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Sanremo

Luca e Paolo: "Noi dei 'diversi' al festival, ci piace la patata!"

10 febbraio 2017 | 00.39
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Luca e Paolo con Carlo Conti sul palco dell'Ariston (foto AdnKronos/Cristiano Camera)

(dall'inviato Antonella Nesi) - "Quest'anno Carlo non ci voleva: non eravamo in linea con le scelte editoriali. Poi ci ha ripensato e così dopo Tiziano Ferro, Ricky Martin e Mika, ci siamo noi che siamo dei 'diversi': ci piace la patata!". Poco dopo l'appello 'arcobaleno' di Mika in difesa di "tutti i colori", Luca e Paolo iniziano così il loro intervento sul palco dell'Ariston, dove tornano dopo due anni, con un monologo sulle paure che diventa occasione per fare ironia sul festival ma anche bacchettare i riciclati della politica e il degrado di Roma.

La prima 'vittima'' è la De Filippi: "Maria era l'unica di Amici che non avevano ancora invitato", dicono. Poi la battuta sui riciclati della politica: "Abbiamo visto l'orchestra dei Reciclados, era un omaggio ai nostri grandi statisti, Cirino Pomicino, D'Alema, Bersani, Prodi".

Poi le paure: "Questo palco fa davvero paura, perché se sbagli a sanremo si nota. Questo è il secolo della paura: se c'è una cosa che unisce tutti in questo momento e in tutto il mondo è la paura. Abbiamo paura di tutto e di tutti: paura del terremoto, paura delle alluvioni, paura di prendere la metro". Luca e Paolo duettano sulle rispettive fobie: "Mi fa paura quel tizio quello con i capelli arancioni", dice Luca. "Chi? Donald Trump?", chiede Paolo. "No Ron", replica Luca. E ancora: "Ho paura di perdere tutto quello che ho senza neanche accorgermene", dice uno. "Hai il conto in Banca Etruria?", replica l'altro.

"Mi fanno paura le fughe dei cervelli, le fughe di notizie e le fughe di legno... ah no, quelle erano le fig...", dice Paolo. "Io ho paura dell'ignoto: tipo Raige e Luzi... Chi cazz.. sono?". Poi un affondo sulla capitale: "Mi fanno paura i vicoli non illuminati, le strade sporche invase dai topi", dice Luca. E Paolo interviene: "Sei stato a Roma anche tu ultimamente?". Sul finale li raggiunge Maria De Filippi per aggiungere tre paure che diventano un messaggio contro la violenza sulle donne: "Mi fannno paura gli uomini troppo stupidi. Mi fanno paura gli uomini che sono più attenti al tuo vestito che alle cose che dici. Mi fanno paura gli uomini che non capiscono che amare una donna vuol dire soprattutto amare la sua libertà", conclude la conduttrice.

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