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Cardito

"Morte di Giuseppe sfregio a umanità"

02 febbraio 2019 | 15.35
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Un commosso e lungo applauso, fuori e dentro la chiesa, ha accolto la bara di Giuseppe. "Siamo qui per accompagnare Giuseppe nel suo ultimo viaggio terreno. Il dolore ci stringe l'anima e quasi ci toglie il respiro", sono state le prime parole pronunciate dall'arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo. "Siamo qui - ha aggiunto l'arcivescovo - anche per trovare una parola di conforto che getti una luce di speranza su questa vicenda tragica. Ora quel che più serve è il silenzio, che oltrepassi il frastuono e il clamore che si è creato attorno alla morte di Giuseppe, un silenzio che ci aiuti a riflettere e, perché no, a piangere".

Il padre naturale del bimbo, ucciso domenica scorsa in un'abitazione a Cardito dal compagno della madre, ha voluto dare l'ultimo saluto al figlio a Pompei, suo comune di origine. Nella piccola parrocchia di San Giuseppe, oltre all'arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, che celebrerà la funzione, i sindaci di Cardito Giuseppe Cirillo, Pompei Pietro Amitrano e Massa Lubrense Lorenzo Balducelli, è presente anche la madre del bimbo, Valentina Casa, uscita di casa dopo giorni di auto isolamento nell'abitazione di famiglia a Massa Lubrense. La donna è stata accompagnata alle spalle dell'altare sorretta da due donne, probabilmente sue parenti, ed è apparsa stravolta dal dolore riuscendo appena a baciare la bara bianca del figlio al termine della cerimonia funebre. La 30enne ha poi lasciato la chiesa da un'uscita secondaria, a bordo di un'auto scortata da due auto della Polizia municipale. Monsignor Tommaso Caputo le ha rivolto alcune parole di conforto al termine dei funerali. Nessun saluto o contatto tra la donna e il padre naturale di Giuseppe, anch'egli seduto in prima fila nella chiesa di San Giuseppe.

"Caro Giuseppe, la vita ti ha perduto e ci mostra il rimpianto, la consapevolezza di un male che diventa malessere, ci mostra gli occhi sbarrati di fronte all'abisso e i cuori afflitti di chi sentea tua morte cone un irreparabile sfregio all'umanità", ha detto ancora monsignor Tommaso Caputo nella sua omelia. "Di fronte all'orrore e alla pietà che la tua fine ha causato - ha detto l'arcivescovo rivolgendosi idealmente al bimbo ucciso - vorremmo che sapessi che non era per te e per nessun altro l'abisso che hai invece trovato sulla tua strada. Non è roba che può venire dagli uomini".

"Cosa possiamo fare noi, come evitare che la violenza continui a regnare nella nostra società pur moderna e civile? Tutti noi dovremmo voltare le spalle senza ripensamenti a ciò che ha portato via Giuseppe: il disamore, l'aggressività, il sopruso, la sofferenza, le frustrazioni", ha affermato l'arcivescovo di Pompei. "Dovremmo abbandonare - ha aggiunto - la concezione del male che lo banalizza, lo riduce a normalità. Questo atteggiamento porta a una folle abitudine al male, ci fa diventare indifferenti". "Anche le istituzioni fanno fatica a mettere in atto misure di prevenzione. E' necessaria più attenzione per il prossimo, più cura per chi è in difficoltà", è la riflessione di monsignor Caputo che aggiunge: "E' doveroso ora un sussulto di coraggio, per conoscerci e sentirci realmente fratelli, facendoci carico delle sofferenze degli altri. La forza può venirci da questo momento di preghiera e di fratellanza".

Le offerte raccolte durante i funerali saranno destinate alle due sorelline di Giuseppe. "Rivolgiamo un pensiero anche alle due sorelline - ha detto l'arcivescovo - vittime anche loro della cieca violenza. Saranno loro, sottratte speriamo per sempre alla brutalità e all'aggressione, a sentire più di tutti la mancanza di Giuseppe e lo porteranno sempre nel cuore. La nostra preghiera è anche per loro, perché la vita possa sorridere loro", ha concluso l'arcivescovo. La sorellina più grande, ferita durante l'aggressione, è ancora ricoverata nell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, mentre la più piccola, di 4 anni, è in una casa famiglia dove sarà raggiunta dalla sorella maggiore quando potrà lasciare l'ospedale.

All'uscita dalla chiesa, la piccola bara bianca è stata nuovamente salutata da un applauso commosso e sono stati fatti volare dei palloncini bianchi.

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