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Mo: White Paper, rallenta economia Golfo, ora punta a sostenibilità

23 maggio 2016 | 17.15
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Incontro con Patrick e Anthony Chaloub, Chaloub Group

Rendere i paesi del Golfo sempre più indipendenti dal petrolio, attirare capitali e investimenti esteri, migliorare il clima di business e spingere sulle esportazioni. Queste le prospettive verso le quali tende il medio oriente che, dopo il lungo periodo di abbondanza legato alle entrate petrolifere, cerca ora di riconvertire la sua economia che è entrata in una fase di rallentamento dopo 25 anni di crescita. Il lusso, in particolare, ha visto una media annua di aumento del giro d'affari del 5,6% tra i sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg). E' quanto evidenzia la quarta edizione del White Paper, documento che fotografa la situazione nel golfo, realizzato dal Chalhoub Group.

Benché il calo del prezzo del petrolio non sia stata una misura 'subita' dall'Arabia Saudita, tuttavia gli effetti sull'economia locale di sono stati importanti. Per altro, su di essa hanno inciso anche le fluttuazioni monetarie. La fine dei 2015 ha visto la fiducia del consumatori degli Emirati Arabi in calo, con un sentiment recessivo pari al 53%. Nell'ultimo trimestre dello scorso anno, in particolare, il 38% dei consumatori ha ridotti le spese per abbigliamento, tempo libero e pasti take away.

Lo studio evidenzia tuttavia che la dinamica resta favorevole. Il numero di persone con alto potenziale di spesa e alto patrimonio è in crescita: da qui al 2014, secondo le stime, il numero dovrebbe crescere del 40% in Medio Oriente, contro il 25% di Europa e Nord America. Sono 72100 negli Emirati Arabi Uniti; 59mila in Arabia Saudita. Seguono Qatar e Kuwait. Tra il 2009 e il 2014 la ricchezza della regione è cresciuta del 50% e il numero di ultra ricchi è aumentato del 7,7%.

Ma l'elemento più nuovo e più rilevante è che la regione sta assistendo alla nascita di una forte classe media (il 67% in Arabia Saudita) che spinge da una parte lo sviluppo imprenditoriale, dall'altra gli acquisti. Questi ultimi, in particolare, sono sostenuti dalle donne; in Arabia Saudita sono 105 le donne che rientrano nella categoria degli 'ultra ricchi'; negli Emirati Arabi le donne detengono un patrimonio di quasi 22 miliardi di dollari. Per altro le donne, rileva il White Paper, stanno diventando sempre più autonome, grazie anche a un tasso di scolarizzazione altissim o. I cosiddetti Millenial svolgono un ruolo sempre più attivo nella definizione delle dinamiche socio economiche della regione dove il 50% della popolazione ha meno di 30 anni.

Oltre alla diversificazione delle attività di business cui tendono i paesi del Golfo, un ruolo importante avrà anche la semplificazione normativa, in particolare il fronte tributario con la revisione del quadro fiscale, legale e normativo per allineare i paesi a standard più globali. Le nuove norme riguardano in particolare gli assetti societari. Un driver è rappresentato dalla introduzione delle leggi a favore della femminilizzazione del mercato del lavoro in Arabia Saudita. In questo contesto, consumatori del Golfo stanno cambiando come del resto i loro modelli di consumo: sono sempre più maturi nei gusti e abituati a viaggiare, sono, emerge dal documento, costantemente connessi grazie ai device digitali e in sintonia con il mondo esterno.

Patrick Chalhoub, Co-Ceo di Chalhoub Group, "la regione del Golfo ha vissuto un’era della abbondanza durata 25 anni, con la creazione di infrastrutture incredibili e lo sviluppo dell’educazione della sua popolazione, giovane e vivace. Ora sta entrando in una nuova fase di maturità, di conoscenza, di serietà e di una governance più rigorosa. Nonostante le sfide geo-politiche ed economiche che sta affrontando, la regione è destinata a crescere e prosperare a ritmo costante. Per garantirci il successo, dovremo saper essere una fonte di ispirazione, trasmettere il senso di ciò che facciamo, senza perdere mai la nostra rilevanza e la nostra competitività, adattandoci ai cambiamenti e a questa nuova normalità".“Dato che siamo un partner di riferimento per il settore del lusso in Medio Oriente, è nostra responsabilità saper guardare oltre queste contingenze economiche e geopolitiche per capire meglio le forze profonde che stanno rimodellando il mondo del lusso nel Golfo” ha aggiunto Anthony Chalhoub, co-Ceo del Gruppo Chalhoub.“Operiamo nella regione da più di 60 anni e in questo lasso di tempo abbiamo affrontato tante evoluzioni e tante sfide. Il nostro ruolo, nonché il nostro dovere, è tentare di anticipare il cambiamento e compiere i passi giusti per accompagnare i nostri partner sulla strada del successo nella regione: insieme saremo pronti ad affrontare, con gli strumenti giusti, questa 'nuova normalità'.

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