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M5S, Battelli: "No a MinCulPop interno, Di Maio ci ha messo la faccia"

31 gennaio 2022 | 12.40
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"Richiesta di confronto non è 'lesa maestà'. Incredibile che M5S usi picconate social"

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"Nel M5S vige purtroppo la regola 'o sei con me o sei contro di me'. Tutto così si riduce a tifoseria comunicativa, tutto sta nel fare uscire la notizia prima degli altri, 'intestarsela', gestire la comunicazione in maniera unilaterale e zero voci in dissenso. Questo modello può funzionare forse stando all'opposizione, con una manciata di parlamentari. Ma il M5S ha preso il 33% alle ultime elezioni e di parlamentari ne ha molti di più. Il sistema delle parlamentarie ha fatto sì che entrassero in Parlamento sensibilità diverse, anche opposte su molte questioni. Luigi Di Maio ci ha messo sempre e per primo la faccia (mentre altri hanno preferito non prendersi alcuna responsabilità profetizzando sui social) con intuizioni incredibili e, per carità, anche errori, ammettendo poi di aver sbagliato (cosa rara in politica) e soprattutto ha sempre tenuto rapporti umani con le persone (mentre altri nemmeno ti rispondono al telefono)". Lo scrive sui social Sergio Battelli, deputato 5 Stelle e presidente della Commissione Politiche Ue alla Camera.

"Detto ciò, oggi abbiamo un problema: molti, io per primo, vogliono spiegazioni. Spiegazioni, non teste rotolanti. Parlare di ciò che è successo nella lunga settimana appena trascorsa. Io non ho accuse da fare ma sicuramente dubbi da dirimere", aggiunge il pentastellato. "Il MinCulPop interno - rimarca Battelli - l'ho sempre detestato e non inizierò certo a farmelo piacere oggi. Perché il non detto e il subito possono fare danni enormi. Ecco perché una richiesta di confronto seria e non di facciata, dura, forte non è uno sfregio, non è una 'lesa maestà', non è un insulto ma l'unico modo per dissipare le frizioni".

incredibile che il Movimento che ha fatto della Democrazia il proprio mantra usi le picconate social (con tweet che lanciavano hashtag gestiti da profili fake). Nei partiti esiste questa dialettica, esistono gli scontri forti, esistono teste pensanti che mettono alle strette il 'capo'. Fa parte della vita politica di ogni grande gruppo, si litiga in una riunione condominiale, figuriamoci qui. Le repressione o la genuflessione davanti al capo non fa parte del mio modo di fare. Di solito, dopo queste forti discussioni, si esce sempre migliori oppure a pezzi ma qui non esiste chi ha ragione e chi ha torto ma solo chi ha idea diverse per arrivare allo stesso obiettivo", conclude.

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