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M5S, Conte 'ultima spiaggia' per i big

26 febbraio 2021 | 21.02
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Vertice da Grillo rischia di saltare

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(Fotogramma/Ipa)

"E ora parlateci di Bibbona". Il vertice dello stato maggiore 5 Stelle in programma domenica nella casa al mare di Beppe Grillo sarebbe in procinto di saltare, complice la fuga di notizie che avrebbe fortemente irritato il garante M5S. E si registrano anche mal di pancia tra i parlamentari per l'ennesimo "caminetto" tra pochi convocato all'insaputa dei gruppi. "Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere (Ludwig Wittgenstein)", il messaggio sibillino affidato ai social da Grillo, il quale aveva chiamato a raccolta i big per discutere del futuro del Movimento e di un possibile coinvolgimento di Giuseppe Conte nel progetto pentastellato.

I vertici M5S vorrebbero ritagliare per l'ex premier un ruolo "ad hoc" grazie a una nuova modifica dello statuto. Ora però spetta a Conte decidere se prendere in mano le redini del Movimento, come molti, Grillo in primis, gli chiedono di fare. "Aspettiamo una sua decisione", dicono all'Adnkronos fonti pentastellate di primo piano, spiegando che, a prescindere dalla scelta dell'ex presidente del Consiglio - tornato oggi in cattedra all'Università di Firenze per una lectio magistralis - "non si può buttare via il percorso degli Stati generali".

L'orientamento condiviso dalla maggioranza dei big sarebbe infatti quello di non 'cestinare' il neonato organo collegiale. A Conte verrebbe affidato un ruolo 'apicale', coadiuvato dal Comitato direttivo: "E' la soluzione migliore", ragionano fonti 5 Stelle che lavorano alla riorganizzazione del Movimento: "tutto sommato, farebbe comodo anche a Conte se restasse il Comitato direttivo. Noi abbiamo un Movimento da rifondare da zero, ci vuole qualcuno che lo aiuti, anche nel rapporto con i territori. Un 'inserimento' a freddo di Conte nel progetto non è auspicabile".

C'è poi chi ipotizza problemi di coesistenza tra Conte e Luigi Di Maio all'interno del Movimento. Ma nelle interviste il ministro degli Esteri non fa che spendere parole al miele per l'avvocato: "Il suo ingresso nel M5S è un fatto importantissimo anche per la politica italiana", ha detto Di Maio nella diretta Facebook del 'Fatto quotidiano', suggerendo per l'ex premier un ruolo che vada oltre il Comitato direttivo: "L'organo a 5 è stato progettato nel periodo dopo le mie dimissioni però quando c'è una personalità, questa forgia in qualche modo una forza politica. Non si può immaginare che Conte diventi uno dei 5 lì dentro".

Non mancano, inoltre, i timori per una riedizione dell'"uomo solo al comando" che secondo il deputato Luigi Gallo "ha prodotto enormi danni ad una forza politica come la nostra". Il parlamentare campano suggerisce a Conte "di non raccogliere alcun incarico nel M5S senza che venga abbandonato l'infantile modello democratico che ci ha condotti fin qui", e auspica una riforma del M5S "con un nuovo simbolo e con un nuovo statuto".

Con l'ingresso di Conte nel M5S i vertici intendono anche frenare l'emorragia di deputati e senatori che non accenna ad arrestarsi. Tra espulsioni e nuovi addii (viene considerata ormai certa l'uscita di altri parlamentari, tra cui Giorgio Trizzino) nei prossimi giorni i gruppi di Montecitorio e Palazzo Madama potrebbero perdere altri pezzi. "Conte è l'unico in grado di tenerci tutti uniti", osserva un pentastellato. Ma soprattutto rappresenta per molti eletti - specie quelli al secondo mandato - l'unica chance di sopravvivenza politica: l'ultimo "treno per Yuma" sul quale salire in vista della prossima legislatura.

(di Antonio Atte)

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