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M5S, email 2018 Di Maio-Crimi: "Ammessi al voto solo iscritti da almeno 6 mesi"

12 febbraio 2022 | 12.45
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L'ex reggente: "Tanto rumore per nulla. E' una regola nota da 4 anni, immagino anche al giudice'

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La tesi difensiva del Movimento 5 Stelle davanti al Tribunale di Napoli è affidata, in parte, a uno scambio mail del 2018 tra l'allora capo politico Luigi Di Maio e l'ex presidente del Comitato di garanzia Vito Crimi. Per convincere i giudici a revocare il provvedimento cautelare che ha 'congelato' il nuovo statuto pentastellato e, con esso, la leadership di Giuseppe Conte, i legali del M5S hanno rispolverato il "regolamento del 2018", che, secondo i vertici Movimento, certificherebbe la validità delle delibere sospese dal Tribunale: in buona sostanza si tratta dell'atto che consentiva solo agli iscritti da almeno sei mesi la partecipazione alle votazioni online. Il Tribunale partenopeo, infatti, ha contestato al M5S proprio l'esclusione degli iscritti con meno di sei mesi di anzianità e il conseguente mancato raggiungimento del quorum nella votazione sul nuovo statuto e sull'elezione di Conte.

La mail, che l'Adnkronos ha potuto visionare, è datata 8 novembre 2018. Sono le 10.05 e Luigi Di Maio, in una missiva indirizzata al Comitato di garanzia, scrive: "In qualità di capo politico, propongo che lo stesso criterio per l'accesso al voto degli iscritti applicato alle votazioni e alle consultazioni su Rousseau, venga esteso anche per le votazioni che hanno come oggetto la convocazione dell'Assemblea degli iscritti. Potranno quindi prendere parte a tutte le future convocazioni dell'Assemblea, gli iscritti da almeno sei mesi con documento certificato. Fatto salvo che, come già da voi adottato in data 20 luglio 2018, tutti gli iscritti fino al 22 giugno 2018 (sei mesi dalla costituzione dell'Associazione MoVimento 5 Stelle) potranno votare per le consultazioni che si svolgeranno successivamente al 22 giugno 2018 anche se dalla loro iscrizione non sono trascorsi sei mesi". Crimi risponde alla mail di Di Maio esprimendo il "parare favorevole" del Comitato di garanzia.

avvocato Borrè 'due mail non fanno un regolamento'

Interpellato dall'Adnkronos, Crimi parla di "tanto rumore per nulla". "Dell'esistenza del regolamento - rimarca l'ex reggente del Movimento 5 Stelle - sanno tutti gli iscritti, fin dalla prima Assemblea in assoluto del 20 novembre 2018. Da quel momento in ogni avviso di convocazione pubblicato sul sito si fa riferimento, per la limitazione della partecipazione al voto, a quel regolamento che, appunto, è una semplice riga" nella quale è specificato che "alle assemblee potranno partecipare gli iscritti da più di sei mesi". Per Crimi si tratta di una regola "non solo nota, ma applicata a tutte le Assemblee da 4 anni, ininterrottamente, senza che nessuno abbia mai messo in dubbio che prima di applicare tale restrizione non avessimo fatto i passaggi formali. Andare a recuperare ora la prova della sua esistenza mi sembra davvero un esercizio superfluo, visto che da 4 anni lo si applica ed è noto a tutti, immagino anche al giudice, che avrà letto l'avviso di convocazione dell'Assemblea prima di pronunciarsi". I legali del Movimento nel frattempo hanno depositato l'istanza per la revoca del provvedimento cautelare.

L'avvocato dei ricorrenti di Napoli, Lorenzo Borrè, non si sbilancia ma affida il suo commento a un laconico post sui social: "Proverbio del giorno. 'Due mail non fanno un regolamento'. La stessa verità della ballata su Jacques II de Chabannes, signore di La Palice (o Lapalisse), che un quarto d'ora prima di morire era ancora vivo. Il proverbio è la punta dell'iceberg. Sotto, stratificate, tante altre considerazioni. Ma a loro tempo e luogo", scrive il legale.

(di Antonio Atte)

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