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M5S, espulsi quattro parlamentari

31 dicembre 2018 | 14.26
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Il senatore Gregorio De Falco (Fotogramma) - FOTOGRAMMA
Il senatore Gregorio De Falco (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Il Movimento Cinque Stelle ha espulso i parlamentari Gregorio De Falco, Saverio De Bonis, Giulia Moi e Marco Valli. Lo rende noto un post del blog delle stelle che pubblica la decisione dei probiviri, arrivate "a fronte di comportamenti contrari alle norme dello Statuto e del Codice Etico, accettato e condiviso da eletti ed iscritti". Per i due senatori, De Falco e De Bonis, da tempo al centro del braccio di ferro con i vertici del Movimento, ha pesato la votazione al Dl sicurezza, durante la quale il primo aveva espresso un voto contrario ed il secondo si era astenuto. De Falco, inoltre, si è astenuto nell'aula del Senato al voto di fiducia sulla manovra e ha criticato la scelta del governo gialloverde di non firmare il global compact sui migranti.

LE ESPULSIONI - Il Collegio dei Probiviri ha sanzionato Gregorio De Falco con "l'espulsione per reiterate violazioni art. 11 Statuto; art. 3 Cod. Etico", Saverio De Bonis, con l'espulsione (violazione art. 11 Statuto; art. 6 c. 4, Cod. Etico), Giulia Moi con l'espulsione (violazione art. 11, lettera m, Statuto; art. 3 Cod. Etico) e Marco Valli con l'espulsione (violazione art. 11, lettera m, Statuto). Per Lello Ciampolillo è stato deciso un richiamo (violazione art. 11 Statuto; art. 3 Cod. Etico). Inoltre "nei confronti di Matteo Mantero e di Virginia La Mura i procedimenti disciplinari sono stati archiviati" mentre "nei confronti di Elena Fattori e Paola Nugnes i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti". "Le motivazioni dei singoli provvedimenti disciplinari sono state inviate ai diretti interessati", si legge sul blog delle Stelle, dove si sottolinea che le decisioni sulle 4 espulsioni e sul richiamo sono state adottate per "tutelare la comunità del Movimento 5 stelle, che si riconosce nei suoi valori e nel rispetto delle regole".

DE FALCO- "Non me l'aspettavo, si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale", ha detto all'AdnKronos il senatore De Falco, commentando la sua espulsione. "Speravo - spiega - che restasse vivo uno spazio democratico nel Movimento, che per suo statuto deve essere ispirato al metodo democratico". "Si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale - argomenta l'ufficiale della capitaneria di porto - perché incide sulla libertà di opinione e voto del parlamentare, tutelata da quella Costituzione che proprio il M5S ha difeso nel 2016 dal tentativo di manomissione del Pd di Renzi". "Con questa decisione - conclude - si dimostra che nel M5S mentre si discute di saltare la regola del doppio mandato dall'altra parte ci si irrigidisce pensando che un parlamentare debba votare a favore della manovra senza nemmeno leggerla".

DI MAIO - "Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile", ha commentato su Facebook, il vicepremier e capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, sostenendo che "oggi i probiviri si sono espressi con dei provvedimenti duri e giusti. E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di Governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto". "Quando i candidati del MoVimento 5 Stelle entrano nelle liste - ricorda Di Maio - accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura. Tutti gli eletti del MoVimento in Parlamento hanno quindi firmato e accettato anche la regola presente nel Codice Etico, per cui i nostri parlamentari sono tenuti sempre a votare la fiducia ad un governo in cui il MoVimento è parte della maggioranza". "Nel Codice - ricorda Di Maio - c'è infatti scritto che i portavoce eletti si impegnano 'a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle'. Qualcuno dopo aver ottenuto l'elezione, ha cominciato a rinnegare regole e programmi. Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini".

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