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M5S: Grillo, in Italia c'e' peste rossa, untori Pd e coop

06 maggio 2014 | 18.00
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"In Italia il ceppo iniziale della Peste nera ha avuto una sua mutazione, la cosiddetta Peste rossa. Una peste piu' subdola, insidiosa, che si e' qualificata come cura invece che malattia. Un farmaco miracoloso venduto da imbonitori del 'lavoro, lavoro, lavoro', ricatto che verrebbe eliminato con il reddito di cittadinanza, e del politicamente corretto. I suoi effetti sono stati il deserto della produzione, la morte dell'innovazione, il cemento come idea di futuro e il massacro dell'ambiente". Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo in un post dal titolo 'La peste rossa'.

Per Grillo "la Peste rossa si indigna se viene chiamata cosi', in particolare i vecchi compagni che hanno bisogno di una fede, di 'Credere, Obbedire e Combattere', e piu' ancora di loro i nuovi affaristi rossi venduti alle multinazionali, lupi travestiti da agnelli post comunisti, figli di massoni e non di operai". "La Peste rossa ha ormai i suoi luoghi dove si possono ammirare nuove Hiroshima nostrane- insiste il leader 5 stelle- dal MPS di Siena, alla Lucchini di Piombino, alla Sorgenia di Vado, all'Olivetti di Ivrea, alla Telecom (ex) Italia, alle nuove schiavitu' di Prato, all'Ilva di Taranto alla Tav in Val di Susa. Un elenco interminabile dove il minimo comun denominatore e' la crescita spacciata per progresso".

"Gli untori- incalza - sono immancabilmente il Pd (spesso alleato con Forza Italia o con quello che ne resta) e le cooperative rosse, quest'ultime instancabili cementificatrici del territorio con i soldi pubblici, dalla Val di Susa all'Expo di Milano. Gli untori della Peste rossa sono permalosi, chi li accusa e' sempre in odore di fascismo, nazista, contro l'informazione, antidemocratico e non si accorgono che cosi' si qualificano per quello che invece sono loro: fascisti, anzi 'fascistelli' che fa piu' figo, per dirla alla De Benedetti. Durante il tour elettorale 'Vinciamonoi' mi rechero' in raccoglimento in questi luoghi martoriati, sono stato per ora a Piombino e a Siena. Attenti agli untori e in alto i cuori".

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