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M5S, guerra nel Palazzo scuote la base Delusi si organizzano e crescono 'cloni'

07 marzo 2014 | 19.09
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Oltre Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. L'arrivo del M5S in Parlamento ha creato un vero e proprio terremoto nella base grillina. E la guerra tra i parlamentari - da un lato i fedelissimi dall'altra i cosiddetti dissidenti - ha spalancato faglie profondissime nei meet up di tutta Italia: dall'Emilia Romagna, dove ha mosso i primi passi il Movimento di Grillo, al Sud d'Italia, isole comprese, passando naturalmente per la Capitale. La scorsa settimana si è consumato lo strappo in Sardegna, dove ancora bruciava la ferita della mancata corsa alle regionali. Dai delusi sardi è nata 'Libertà in Movimento'.

A Roma i delusi, ormai ex 5S, si stanno organizzando in 'Oltre le Stelle', per ora un gruppo Facebook e un deciso tam tam in Rete. A capo di quello che vuol essere "un movimento alternativo, una forza politica ragionante", c'è Attilio Anitori, fratello della senatrice Fabiola Anitori, eletta con i 5 Stelle e passata al Misto delusa dal Movimento e dall'espulsione della collega Adele Gambaro.

"Puntiamo a intercettare e a captare anche i fuoriusciti del M5S in Parlamento", Fabiola compresa. Attilio ha "fondato il meet up di Ostia nel 2006, poi - racconta all'Adnkronos - sono stato estromesso e defenestrato per la posizione critica di mia sorella, con cui tra l'altro io ero politicamente in disaccordo. Eppure mi sono ritrovato sotto accusa, praticamente fuori".

Attilio assicura che 'cloni' dei meet up, vale a dire le 'arterie' che hanno dato e danno linfa vitale al Movimento, "si stanno moltiplicando in tutta Italia, con nomi che ricalcano i 5 Stelle: si va da 'stelle cadenti' a 'Oltre le stelle'. Raccolgono i delusi del Movimento, che sono tanti, tantissimi. E dopo le selezioni per le europee saranno ancor di più", si dice sicuro.

"La gente nel M5S cela il malcontento perché spera di fare il gran salto e ritrovarsi candidata, con un posto sicuro a Bruxelles. Gli attivisti dentro il Movimento evitano di assumere posizioni scomode, di muovere critiche", dice Attilio.

La diffidenza è tanta, addirittura c'è chi crede, Attilio compreso, che i meet up "siano ormai monopolizzati dagli assistenti dei parlamentari 'talebani', che scrivono utilizzando più account. Molti credono che ormai si tratti di una farsa, io per questo all'inizio ho smesso di scrivere, di partecipare".

Anche nelle espulsioni dei giorni scorsi, soprattutto nel caso di Luis Alberto Orellana e dei siciliani Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, i meet up hanno avuto un ruolo rilevante e gli espulsi hanno accusato colleghi parlamentari, una minoranza di ortodossi, di gestire la situazione d'imperio, dall'alto.

"Senza contare - aggiunge Attilio - che sulle votazioni del M5S non esiste nessun organo di controllo e garanzia, prova ne è che anche i parlamentari espulsi o andati via, mia sorella per esempio, hanno tutt'ora diritto di voto e partecipano alle votazioni". Del resto anche sul blog di Grillo e sulle pagine Facebook del Movimento si moltiplicano le richieste di una forma di garanzia e di controllo sulle votazioni online, di fatto gestite dalla Casaleggio associati.

Per Attilio, "le critiche sul blog e sui forum dei meet up sono molte più di quel che leggiamo, ma vengono sistematicamente rimosse". Si tratta della stessa accusa mossa dall'ex M5S Campanella, espulso la settimana scorsa dal Movimento. "I commenti scomodi spariscono dal blog di Grillo. So quel che dico, è successo davanti ai miei occhi", continua a denunciare.

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