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M5S, libro Sabatini (Casaleggio): "Blitz contro Dibba leader, 'silenziati' 40% voti più su Di Maio"

17 febbraio 2022 | 11.54
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"Dibba non deve diventare il capo". Titola così, senza giri di parole, uno dei capitoli più spinosi del libro di Enrica Sabatini, attivista storica del M5S, socia dell'Associazione Rousseau e compagna di vita di Davide Casaleggio. In 'Lady Rousseau' , edito da Piemme, un’insider, protagonista in prima linea del progetto, racconta segreti e i retroscena della piattaforma Rousseau e del conflitto Casaleggio-M5S, con un duro j'accuse contro un Movimento "corrotto da potere e poltrone e roso dal conflitto d'interesse", scrive Sabatini nel libro che l'Adnkronos ha letto in anteprima.

Sabatini punta il dito contro un progetto che, a suo dire, puntava a far fuori Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista. Quest'ultimo vittima di un blitz, nella ricostruzione fatta nel libro, per impedirne la leadership. L'ex socia di Rousseau racconta di una riunione che Davide Casaleggio avrebbe dovuto tenere con il comitato di garanzia per decidere la data del voto sul nuovo capo politico, una decisione che, a suo avviso, l'ex capo reggente Vito Crimi posticipava con il solo obiettivo di impedirla.

"Anziché i soli componenti del comitato di garanzia, Davide si trovò incorniciati nei piccoli riquadri che si aprirono sullo schermo del suo computer, min istri, sottosegretari, capigruppo e altre persone che non avevano alcun ruolo o legittimazione per prendere decisioni in merito alla votazione del capo politico, ma che, invece - accusa nel suo racconto Sabatini - avevano già definito la strada da intraprendere: non fare in alcun modo il voto del capo politico. Fu così che in un confronto che si rivelò presto una farsa già orchestrata, praticamente tutti a eccezione di Davide si trovarono incredibilmente d’accordo nel non procedere al voto . E le motivazioni espresse nel giro di interventi erano pressoché ridicole come chi cerca di giustificare l’ingiustificabile". Nella telefonata in cui Sabatini chiede a Casaleggio " il vero motivo", la donna racconta di una risposta che la manda "su tutte le furie. 'Non v ogliono fare il voto perché vincerebbe Alessandro Di Battista'. Lo dice (Casaleggio, ndr) con l’intonazione di chi non vuole credere alle sue stesse parole. Mi siedo. All’improvviso li immagino tutti. Seduti nelle loro stanze con le scrivanie di mogano e la bandiera dell’Italia alle loro spalle che, con una sola frase, riescono a cancellare tutto quello che per me rappresenta il MoVimento".

Ma Sabatini, nel suo libro, torna anche sul caso dei voti 'silenziati' per le trenta persone che avrebbero dovuto parlare agli Stati generali del Movimento, evento che definisce "un grande bluff". Quei voti non vennero mai resi noti, in barba alla trasparenza che un tempo veniva sbandierato come uno dei tratti distintivi del M5S. Una vicenda che finì sui principali organi di stampa, con rumors di una decisione presa dai vertici per l'altissimo numero di voti incassati da Dibba. In 'Lady Rousseau' viene svelata da 'distanza', mai resa nota, tra le preferenze messe a degno dall'ex volto storico del M5S e Luigi Di Maio.

"I dati di quest’ultima votazione avrebbero mostrato a tutti l’enorme consenso degli iscritti verso Alessandro Di Battista - scrive infatti Sabatini - che sarebbe arrivato primo con il triplo dei voti rispetto all’uscente capo politico Luigi Di Maio ottenendo un numero di preferenze pari quasi al 40% del totale. Ancora una volta chi deteneva in modo illegittimo il potere avrebbe deciso di utilizzarlo in modo scorretto".

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