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M5S, Lombardi: "Il ruolo del capo politico ha fallito"

22 novembre 2019 | 10.58
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La capogruppo del Movimento alla Regione Lazio dopo il voto su Rousseau: "Ora decidere se allearsi in Calabria ed Emilia Romagna". Morra: "Uomo solo al comando scoppia". Da Fico a Taverna, il summit segreto e i dubbi su corsa a regionali

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Roberta Lombardi (Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Usiamo Rousseau per davvero, non come scudo dietro cui nascondersi! E non per procrastinare la presa di coscienza dell’inevitabile, ovvero che il ruolo del capo politico singolo ha fallito e che l’unica grande riappropriazione della propria identità è lavorare come intelligenza collettiva, riconoscendola e rispettandola". Lo scrive Roberta Lombardi su Facebook, in un durissimo post in cui chiede che ora siano gli attivisti dell'Emilia Romagna e della Calabria a decidere se stringere alleanze e con chi.

Voto Rousseau, M5S correrà alle regionali

"Il piccolo principe ricordava a se stesso che l'essenziale è invisibile agli occhi, perché non si vede che col cuore. Quello che abbiamo regalato e condiviso con il MoVimento fino ad oggi e che ci permette di vedere davvero se lo vogliamo!", evidenzia Lombardi nel suo lungo post.

"Proprio per il rispetto profondo che nutro nei confronti degli iscritti e ben sapendo che noi eletti siamo solo dei portavoce di una comunità, mi aspetto ora che il prossimo imminente quesito su Rousseau sia dedicato ai soli cittadini emiliano-romagnoli e cittadini calabresi con una vera possibilità di scelta tra: andare al voto da soli, cercando di coinvolgere liste civiche vere; andare al voto in coalizione con il centro sinistra; andare in coalizione con il centro destra".

"Sappiamo fare due cose insieme, riorganizzare e andare ad elezioni", scrive inoltre Lombardi coniando l'hashtag "#multitaskingnontetemo!", chiaro riferimento al rinvio degli stati generali del Movimento per permettere ai 5 Stelle di correre in Emilia Romagna e in Calabria. "Quindi cogliamo il vantaggio dello strumento, usiamo Rousseau per davvero, non come scudo dietro cui nascondersi!", l'affondo.

Interviene anche il senatore del M5S Nicola Morra ai microfoni di Radio 24: "Il voto di ieri su Rousseau dimostra che l'uomo solo al comando scoppia, c'è la necessità di gestire il Movimento in maniera più collegiale e plurale", afferma il presidente della Commissione Antimafia. "Noi -aggiunge- i voti li rispettiamo ma Emilia Romagna e Calabria sono realtà diverse. Le mele non si associano alle pere e per questo io ho deciso di non votare. Dobbiamo difendere la nostra identità, perché dovremmo sostenere Bonaccini? La richiesta degli attivisti è un'altra".

Dalila Nesci, deputata del M5S, risponde così alla domanda se, dopo il voto su Rousseau, Di Maio debba saltare: "Adesso deve cambiare la dirigenza politica, l'uomo solo al comando è un errore che altri hanno commesso e che non dovremmo ripetere, una sola persona non può gestire tutto e la riprova è il momento di difficoltà che viviamo. Abbiamo dei problemi di trasparenza e chiarezza". "Con la mia proposta di candidatura -aggiunge- ho posto un problema per tempo, e il voto di ieri ha confermato che non era lineare la volontà politica di Di Maio sulle elezioni in Calabria. Il percorso al momento sul piatto è un candidato civico, soluzione che non condivido ma il nome che si fa è il professore Francesco Aiello (ordinario di Politica economica dell'Università della Calabria, ndr)".

Per Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del parlamento europeo ospite di Agorà su Rai Tre, "il problema non è la leadership del singolo. Il problema è il meccanismo di coinvolgimento e delle varie sensibilità... Il consiglio che gli do (a Di Maio, ndr) è sempre cercare di governare i fenomeni, piuttosto che subirli".

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