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M5S, pressing dei big su Conte: "Ora sciogli la riserva"

27 febbraio 2021 | 17.41
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L'ex premier al bivio: entrare nel Movimento o fare il 'federatore' dell'alleanza tra M5S, Pd e Leu

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(Fotogramma)

Il Movimento 5 Stelle è pronto ad affidare il proprio destino nelle mani di Giuseppe Conte ma l'ex presidente del Consiglio non ha ancora sciolto la riserva sul suo futuro. Domani il garante M5S Beppe Grillo avrebbe dovuto riunire lo stato maggiore pentastellato nella sua casa di Marina di Bibbona per discutere del possibile approdo di Conte alla guida del Movimento: la fuga di notizie avrebbe però irritato Grillo spingendolo a cancellare il vertice, ma qualcuno non esclude che la riunione possa tenersi lo stesso (magari in un altro luogo o, cosa più probabile, in un'altra data).

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Ma prima di procedere con le modifiche allo statuto necessarie a ritagliare un ruolo "ad hoc" per l'avvocato, i grillini si aspettano una mossa da Conte. "L'ex presidente del Consiglio - si ragiona in ambienti 5 Stelle - ha due strade davanti a sé: entrare nel Movimento oppure fare il 'federatore' dell'alleanza tra M5S, Pd e Leu". Un bivio dove entrambe le opzioni nascondono incognite: "Se diventa capo del Movimento finirà per impelagarsi nelle nostre diatribe interne e rischia di non tornare più a Palazzo Chigi, perché alle prossime elezioni il M5S, con i consensi dimezzati rispetto al 2018, non potrà certo esprimere il premier...". Insidiosa è anche la strada del 'federatore' esterno: "Se la corrente del Pd Base Riformista riesce a sostituire Nicola Zingaretti con Stefano Bonaccini al vertice, crolla anche il progetto di un'alleanza per lo 'sviluppo sostenibile' tanto caro a Conte...", osserva un pentastellato.

Anche per queste ragioni Conte - che da marzo tornerà in cattedra all'Università di Firenze - si è preso del tempo per riflettere. I big del Movimento stanno alla finestra. Luigi Di Maio vuole capire le intenzioni di Conte prima di decidere se candidarsi o meno per un posto nel Comitato direttivo, l'organo collegiale a cinque nato per sostituire la figura del capo politico - c'è anche chi non esclude che alla fine il ministro degli Esteri possa continuare a mantenere un ruolo defilato.

Ma con un eventuale ingresso di Conte come leader del M5S occorrerà ripensare le funzioni del direttorio 2.0. Secondo il regolamento, il Comitato direttivo "elegge e revoca al proprio interno a maggioranza, con rotazione annuale, colui che assumerà le funzioni di rappresentante legale ed istituzionale del Movimento 5 Stelle e per l'esercizio delle sole funzioni che le leggi pro tempore vigenti richiedono". Tale figura è chiamata "Presidente del Comitato direttivo". "Una soluzione - ragiona un esponente grillino - potrebbe essere quella di estendere la durata del mandato del Presidente: in questo modo riusciremmo a garantire a Conte una leadership solida".

Le candidature per il Comitato direttivo non sono ancora state aperte ma qualcuno ha già fatto un passo avanti: si sono proposti finora l'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il consigliere capitolino Paolo Ferrara e l'europarlamentare Dino Giarrusso.

Si vocifera di una eventuale candidatura da parte di alcuni ex esponenti di governo: da Alfonso Bonafede a Lucia Azzolina passando per Stefano Buffagni, che oggi torna a invocare un ruolo per Conte ("la sua figura deve essere centrale nel progetto di rilancio del M5S e io sono pronto a essere al suo fianco anche in questa fase"). Potrebbero essere della partita anche la vicepresidente del Senato Paola Taverna e il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo. (di Antonio Atte)

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