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Sostenibilità: mobile in legno made in Italy, il più 'green' in Ue

04 aprile 2016 | 14.37
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Performance ambientali da primato in Europa per l’industria italiana del mobile, sul fronte dei consumi energetici, delle emissioni climalteranti, della riduzione dei rifiuti. Il Legno Arredo italiano è il più efficiente e sostenibile in Ue: consuma meno energia ed emette meno Co2. E il mobile made in Italy è anche secondo al mondo, dietro la Cina, per surplus commerciale e primo in Europa per investimenti in Ricerca & Sviluppo: 56,4 milioni di euro.

Secondo il dossier "Il made in Italy abita il futuro - Il Legno Arredo verso l’economia circolare", presentato oggi a Roma da Fondazione Symbola e FederlegnoArredo, usiamo 30 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) ogni milione di euro prodotto, contro le 68 della media dei Paesi Ue, le 39 del Regno Unito, le 56 della Francia, le 63 della Germania, le 101 della Spagna.

Con 39 tonnellate di Co2 equivalente per milione di euro prodotto, le nostre imprese del legno arredo fanno meglio di quelle tedesche (50), francesi (52), britanniche (93) e spagnole (124). Anche nella riduzione dei rifiuti il mobile made in Italy fa segnare performance importanti: sono 15,5 le tonnellate di rifiuti generate per milione di euro prodotto, meglio delle imprese tedesche (15,8), meno bene di quelle spagnole (7), francesi (10), britanniche (13).

verso l'economia circolare grazie a investimenti in ricerca e sviluppo

Transizione avviata, quindi, in questo settore che passa dai vecchi modelli produttivi legati al cosiddetto ‘business as usual’ e all’economia lineare del ‘produci, consuma, butta’, a quelli di un’economia più sostenibile, efficiente e circolare: ‘produci, consuma, recupera’.

Il 31% delle imprese del settore, infatti, tra il 2008 e il 2015, ha investito in prodotti e tecnologie in grado di assicurare risparmio energetico e minor impatto ambientale, un dato superiore a quello complessivo della nostra economia (hanno investito green il 24,5% delle imprese). Non solo, ma le imprese italiane dell’industria del mobile sono leader in Europa negli investimenti in R&S, che spesso sono anche investimenti green, con 56,4 milioni di euro precedono quelle inglesi (44,6), tedesche (39,9) e francesi (17,5).

"Un mix vincente di tradizione, ricerca e innovazione che da decenni rendono unici i nostri prodotti, come dimostra il crescente successo sui mercati di tutto il mondo e gli oltre 13 miliardi di euro di export", spiega Roberto Snaidero, presidente FederlegnoArredo.

Legno Arredo investe 'greeen' e così esporta e assume di più

Aspetto sottolineato anche da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola: "l’industria italiana del Legno Arredo ha iniziato a cogliere, e mi auguro sia in grado di farlo sempre più, le opportunità della green economy e dell’economia circolare. Già oggi l’Italia è prima in Europa nel recupero dei materiali e risparmiamo circa 15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, evitando 55 milioni di tonnellate di emissioni di Co2".

Investire green è una scelta che paga: il 23,4% delle imprese del Legno Arredo che ha fatto investimenti 'verdi' (anni 2012-2014), ha registrato un aumento del fatturato, contro il 17,6% del imprese non eco-investitrici. Con uno spread di +5,8 punti percentuali a favore delle prime. Il 37,2% delle imprese del Legno Arredo che ha fatto investimenti in sostenibilità ha esportato i suoi prodotti, a fronte del 22,4% delle altre (14,8 punti percentuali di spread). Il 23,1% delle imprese del settore eco investitrici ha fatto assunzioni, contro il 10,1% delle altre.

Gli investimenti green spingono anche l’innovazione: hanno sviluppato nuovi prodotti o servizi, infatti, il 30,4% delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti, solo il 18,0% delle altre (+12,4 punti percentuali). Completa il quadro anche l’incidenza delle professioni green nel settore, che passano dal 12,7% della forza lavoro complessivamente impiegata nel 2011 al 18,9% del 2014 (+6,2 punti percentuali in 3 anni). Un dato superiore rispetto all’intero sistema economico, dove nel 2014 l’incidenza delle professioni green sul totale degli occupati è del 13,2%.

industria seconda al mondo solo alla Cina per surplus commerciale

Un'industria seconda al mondo solo alla Cina per surplus commerciale e che genera un valore aggiunto (4,9 miliardi di euro) di gran lunga superiore a quello di molti Paesi naturalmente ricchi di materie prime legnose (come Francia, 2,3 miliardi di euro; Spagna con 1,8 miliardi e Svezia con 900 milioni).

Molto resta ancora da fare, a partire dal miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse e da un maggior ricorso a materie prime sostenibili, derivante da gestione sostenibile e responsabile delle foreste. Importante anche ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime grazie a più alte performance di riuso e riciclo, a una più oculata e lungimirante gestione e valorizzazione degli scarti di produzione.

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