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Mafia a Ostia, processo al clan Fasciani: 14 condanne e 5 assoluzioni

30 gennaio 2015 | 13.52
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La sentenza di primo grado per il boss Carmine che ha avuto 28 anni di reclusione, suo fratello Terenzio (17 anni), le figlie Sabrina (25 anni e 10 mesi) e Azzurra (11 anni). Tra i reati contestati associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi, violazione della legge sugli stupefacenti e intestazione fittizia di beni

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Quattordici condanne e 5 assoluzioni, a conclusione del processo di primo grado per i componenti della cosiddetta mafia di Ostia e in particolare agli appartenenti del clan che fa capo a Carmine Fasciani. La sentenza è stata pronunciata dalla decima sezione penale del Tribunale di Roma.

In particolare ad essere condannati sono stati Carmine Fasciani che ha avuto 28 anni di reclusione, suo fratello Terenzio (17 anni), le figlie Sabrina Fasciani (25 anni e 10 mesi) e Azzurra (11 anni). Inoltre sono stati condannati il nipote Alessandro Fasciani a 26 anni di reclusione, la moglie di Carmine Fasciani Silvia Bartoli (16 anni e 9 mesi).

Insieme con loro quelli che sono considerati gli appartenenti al clan sono Riccardo Sibio (25 anni e 3 mesi), Gilberto Colabella (13 anni), Luciano Bitti (13 anni e 3 mesi), Eugenio Ferramo (10 anni), Danilo Anselmi (7 anni), Mirko Mazzoni (12 anni), Ennio Ciolli (3 anni) e Emanuele Coci (2 anni).

Ad essere assolti sono stati Nazareno Fasciani, fratello di Carmine, Gilberto Inno, Fabio Guarino nonché Vito e Vincenzo Triassi. Questi ultimi appartenevano all'omonimo clan che secondo gli investigatori agiva nella zona di Ostia e del litorale in pieno contrasto con il gruppo Fasciani.

Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi, violazione della legge sugli stupefacenti e intestazione fittizia di beni e un'altra lunga serie sono i reati contestati a seconda della posizione processuale agli imputati coinvolti in un'inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Roma nell'arco di diversi anni e poi giunta al rinvio a giudizio dei componenti dei clan Fasciani per decisione del giudice dell'udienza preliminare Simonetta D'Alessandro.

Ai condannati il Tribunale presieduto da Rosanna Ianniello ha inflitto anche numerosissime pene accessorie che vanno dall'interdizione perpetua ai pubblici uffici all'interdizione legale, alla confisca di beni sequestrati, a rifondere le spese processuali e a risarcire i danni.

A beneficiare di questo provvedimento sono stati indicati la Regione Lazio, Roma Capitale, e altre associazioni come 'Lotta contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto', 'Libera', 'Sos impresa', 'Associazione ambulatorio antiusura e antiracket' e 'Volare Onlus'. Infine il Tribunale ha disposto la confisca di numerosi esercizi commerciali sia nel litorale di Ostia sia nella capitale.

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