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Mafia: Bellini, mi infiltrai in Cosa Nostra dopo ok Mori

11 marzo 2014 | 17.05
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"Per infiltrarmi dentro Cosa Nostra ebbi l'ok del colonnello Mori attraverso il maresciallo Tempesta del nucleo tutela patrimonio artistico dei Carabinieri. Altrimenti col cavolo che sarei andato nella tana del lupo a suicidarmi". Cosi' il teste Paolo Bellini, ex militante di Avanguardia Nazionale, nell'aula bunker di Rebibbia dove e' in corso una delle udienze del processo sulla trattativa Stato-Mafia, rispondendo alle domande del pm Roberto Tartaglia.

Bellini nel corso della deposizione ha raccontato la conoscenza con il boss Antonino Gioe' nata nel carcere di Sciacca e proseguita poi all'esterno. "Tempesta - ha spiegato Bellini - mi disse che aveva avuto il via libera per infiltrami in Cosa Nostra. Allora andai in Sicilia da Gioe' per parlargli del recupero di opere d'arte dicendo che interessava ai politici locali e anche al ministero dei beni culturali ma non feci cenno ai carabinieri perche' altrimenti non sarei mai piu' tornato, mi avrebbero seppellito da qualche parte".

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