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Mafia capitale, Buzzi: ''Nessun illecito con Carminati''

17 dicembre 2014 | 16.13
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Il Tribunale del Riesame si riserva sui ricorsi di 17 indagati. Dichiarazioni spontanee del presidente della cooperativa, in carcere per l'inchiesta 'Mondo di mezzo'. Il legale: ''Mai fatto il nome di Rutelli'' Marino in Commissione Antimafia: "Nella mia amministrazione non ci sono infiltrazioni"

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Nega d'aver compiuto insieme con Massimo Carminati fatti illeciti, Salvatore Buzzi presidente della cooperativa '29 giugno' e finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta 'Mafia capitale'. Facendo dichiarazioni spontanee Buzzi ha detto tra l'altro "qui non è questione di 'Mondo di mezzo' ma di destra e di sinistra''. Smentito, invece, qualsiasi riferimento ad appalti ottenuti nel periodo in cui era sindaco Francesco Rutelli. ''Smentisco categoricamente che il mio assistito durante le dichiarazioni spontanee rese al Tribunale della Libertà, abbia anche solo lontanamente fatto riferimento all'onorevole Rutelli'', ha dichiarato in una nota Alessandro Diddi, legale di Salvatore Buzzi. ''Il mio richiamo è anche nei confronti di quanto riportato oggi da Libero, circa i miei accenni alla Giunta Rutelli: si tratta di una personale e fantasiosa interpretazione del giornalista''.

Il difensore di Buzzi ha anche depositato copia di un contratto dal quale emerge che Massimo Carminati era alle dipendenze della cooperativa '29 giugno' fin dal 2012. Una mossa tesa a dimostrare che i rapporti tra i due risalgono a quel periodo e che appunto non c'erano relazioni di natura illecita.

La posizione di Buzzi è stata esaminata insieme con quella di altri 16 indagati. Al vaglio dei giudici del Tribunale del Riesame anche le istanze presentate da Riccardo Mancini, ex amministratore delegato dell'Ente Eur, Giovanni De Carlo, conosciuto come 'Giovannone' e strettamente legato a Carminati, e il dirigente dell'Ama Giovanni Fiscon.

Al termine dell'udienza, i giudici del Riesame, dopo aver ascoltato i difensori dei 17 indagati che chiedono la revoca del provvedimento di custodia cautelare e di complicità mafiosa e le argomentazioni dei pubblici ministeri Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli, che hanno ribadito la richiesta di rigetto delle istanze difensive, si sono riservati la decisione sulle richieste degli indagati, che dovrebbero essere depositate in settimana.

In serata l'audizione del sindaco di Roma Ignazio Marino in Commissione parlamentare antimafia. "Abbiamo portato molti documenti che indicano chiarezza che malaffare e la presenza di infiltrazioni mafiose in Campidoglio si sono fermate a giugno 2013", ha detto entrando a Palazzo San Macuto il sindaco, sottolineando: "Durante la precedente consiliatura la mafia aveva rapporti organici con figure apicali che ora sono agli arresti mentre con questa amministrazione no, ci sono stati solo tentativi". D'altra parte, ha aggiunto, "non era solo un sistema di piccoli malaffari ma era una cupola con ramificazioni inquietanti". "Stiamo facendo il possibile per cambiare tutto - ha concluso il sindaco - In un anno e mezzo abbiamo compiuto scelte decisive i cui effetti si vedranno nei prossimi mesi e anni".

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