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Mafia, Cassazione annulla con rinvio risarcimento a Contrada

21 gennaio 2021 | 11.03
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Accolto il ricorso della Procura di Palermo contro la sentenza dello scorso aprile che aveva riconosciuto all'ex funzionario del Sisde un indennizzo pari a 667mila euro

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(Fotogramma)

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza della Corte d'Appello di Palermo che aveva riconosciuto a Bruno Contrada la riparazione per ingiusta detenzione, quantificandola in Euro 667.000. Con ordinanza depositata il 6 aprile 2020, la Corte d’Appello di Palermo aveva liquidato a favore dell'ex 007 Bruno Contrada la somma di 667 mila euro a titolo di riparazione per l'inguusta detenzione patita nel procedimento penale. Su Contrada, assistito dall’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, si era pronunciata anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Successivamente era arrivata la sentenza della Corte di Cassazione.

"Aspettiamo di leggere le motivazioni per un esame più approfondito, ma è evidente fin d'ora che la Corte di legittimità non ha dato esecuzione alla sentenza di Strasburgo, secondo cui Bruno Contrada non andava né processato, né condannato", ha detto l'avvocato Stefano Giordano, legale di Contrada. "Ora la palla passa nuovamente alla Corte d'Appello palermitana. Ma - comunque andrà a finire la vicenda - è probabile che il dottor Contrada non vedrà mai un centesimo di quanto gli spetta, considerate la sua età e le sue condizioni di salute e la lunghezza dei tempi processuali".

"Non conosco ancora le motivazioni della Corte di Cassazione ed è giusto attendere per leggerle ma mi auguro e immagino che l'intervento della Cassazione serva a ricomporre un paradosso giuridico di un imputato comunque dichiarato colpevole con sentenza definitiva al quale lo stesso Stato dovrebbe risarcire il danno", commenta l'ex pm Antonio Ingroia, che rappresentò l'accusa nel processo a Bruno Contrada.

Contrada, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, si era visto annullare la sentenza dopo la pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) di Strasburgo, che aveva dichiarato illegittima la sentenza dello Stato italiano. "C'è qualcosa che non funziona - dice ancora Ingroia all'Adnkronos - Speriamo che la Cassazione possa indicare una via di chiarezza anche per l'opinionrr pubblica".

Per Ingroia "la sentenza di Strasburgo è stato un colossale equivoco". "Mi sembra assurdo che di fronte a una condanna definitiva lo Stato debba essere condannato al risarcimento di un imputato ritenuto colpevole in via definitiva. E' assurdo che debba avere un risarcimento". E conclude: "Mi auguro che la Cassazione abbia posto rimedio e avrà dato delle indicazioni chiare".

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