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Mafia: Grasso, globalizzazione l'ha trasformata in impresa transnazionale

14 aprile 2014 | 17.02
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"I fenomeni criminali cambiano a una velocità tale da adattarsi velocemente alle modifiche del mondo esterno. La globalizzazione dell'economia ha trasformato il crimine in un'impresa commerciale transnazionale". Lo ha sottolineato il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenuto alla presentazione dell'Osservatorio mediterraneo sulla criminalità organizzata e sulla mafia che si è svolto alla Sala Zuccari.

"L'Osservatorio -ha spiegato Grasso- consolida quella che è ormai considerata un'accezione indiscussa del fenomeno mafioso, che oggi non può prescindere da una visione geopolitica, necessaria per poterlo leggere e interpretare in tutta la moltitudine degli aspetti che lo caratterizzano. Le mafie non si esauriscono in una questione di ordine pubblico interna agli Stati; hanno, invece, un carattere molto più ampio: politico, geopolitico, economico. Influenzano i rapporti fra gli Stati, corrodono la democrazia, inquinano l'economia".

"Il modello mafioso italiano, che nel nostro Paese si è radicato ed esteso al di fuori delle regioni di origine, si è espanso in diverse aree del globo trovando terreno fertile, sia per vicinanza geografica che per facilità di contatti e di comunicazioni, nell'area dei Paesi del Mediterraneo". "Le conseguenze di questo quadro drammatico -ha osservato ancora Grasso- sono complesse, e particolarmente per l'Italia. L'instabilità danneggia l'economia, aggrava la povertà endemica di molti paesi della regione; i conflitti producono movimenti di profughi in cerca di una vita migliore, o almeno di una vita possibile. La debolezza delle frontiere, l'anarchia istituzionale apre nuovi corridoi per i traffici di droga, di persone, di armi, di cui l'Italia è il primo terminale". (segue)

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