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Mafia: M5S polemizza con Napolitano, chiama don Ciotti ma non Di Matteo

01 settembre 2014 | 16.39
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Il M5S polemizza con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la telefonata di solidarietà a don Ciotti dopo le minacce di morte da parte del boss dei corleonesi Totò Riina. Alessandro Di Battista, tra i volti più noti del Movimento, ironizza su Fb: "Perbacco, Presidente! In un colpo solo, oltre ad aver fatto il suo dovere, ci ha comunicato che ritiene plausibili le minacce di Riina. Insomma occorre prendere sul serio le parole dell'ex-Capo dei Capi".

"Se sono plausibili le minacce a Don Ciotti sono plausibili le ammissioni sulla vicinanza di B. - scrive il deputato M5S richiamando il Cavaliere - a Cosa Nostra e anche le minacce che sempre Riina ha rivolto più volte al giudice Di Matteo".

"Un Capo dello Stato serio a questo punto - attacca Di Battista - farebbe altre 2 telefonate: la prima al pm Di Matteo per esprimergli la stessa solidarietà espressa a Don Ciotti, la seconda al premier Renzi (e magari anche un sms alla Serracchiani), chiedendogli, gentilmente, se non sia il caso di interrompere la profonda e amorevole collaborazione con B., un uomo che, pagando miliardi su miliardi alla mafia, ha contribuito alla sua crescita economica, strategica e organizzativa". (segue)

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