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Mafia: Roberti, governo Renzi intervenga su Agenzia beni confiscati

03 marzo 2014 | 17.05
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"Bene il proposito annunciato da Matteo Renzi che ha dichiarato che la lotta alla criminalità deve costituire una priorità dell'azione del governo. Ora ci aspettiamo i fatti e il primo banco di prova deve essere un intervento sull'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata". A sollecitare l'esecutivo ad intervenire sull'Agenzia preposta a gestire i beni sequestarti alle mafie che "così com'è non è in grado di funzionare" e deve essere "ristrutturata" è il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, nel pomeriggio in Bocconi a Milano per un incontro sulle imprese sequestrate e il sistema bancario.

"Il sistema" attuale "non funziona", dice senza mezzi termini Roberti. E lo Stato non se lo può permettere "perchè rischia di ingenerare la convinzione che se un bene è gestito dalla mafia funziona, se subentra lo Stato si perde". Da tre anni, prosegue Roberti "l'Agenzia cerca di funzionare ma non è assolutamente adeguata alla sfida". I beni sequestrati ammontano, ad oggi, a circa 17.000 immobili e 1.700 aziende, il 90% delle quali destinate ad essere liquidate.

Fuori dall'aula, il procuratore nazionale spiega che, come primi interventi, sarebbe necessario spostare la sede centrale dell'Agenzia a Roma da Reggio Calabria, dove era stata localizzata in seguito agli attentati registrati in Calabria tra il 2009 e il 2010: "fu scelta quella sede come simbolo, e ci stava, ma ora sarebbe opportuno individuare portare la sede centrale a Roma supportata da altre sedi periferiche". (segue)

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