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Mafia: arresti Palermo, il clan al voto per eleggere nuovi vertici

11 dicembre 2015 | 08.33
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Avevano organizzato una vera e propria campagna elettorale con tanto di voti per eleggere i nuovi vertici di Cosa nostra nel mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù, smantellato all'alba di oggi dai Carabinieri che hanno fermato sei persone. E per decidere le alleanze e le candidature i boss avevano scelto come luogo d'incontro una sala da barba. A 'tradire' i boss mafiosi sono state le cimici piazzate, a loro insaputa, dalla Direzione distrettuale antimafia.

I fermi all'alba - I sei provvedimenti sono stati eseguiti all'alba di oggi e sono stati emessi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Palermo nei confronti di altrettante persone, accusate a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa e reati in materia di armi. Le indagini hanno interessato la 'famiglia' di Santa Maria di Gesù, inserita nell’omonimo mandamento, "di cui è stato accertato il processo di riorganizzazione interna e la capacità militare culminata nel recentissimo omicidio di Salvatore Mirko Sciacchitano e nel ferimento di Antonino Arizzi".

Le attività "hanno consentito di avere cognizione dell’attuale gruppo di vertice, legittimato attraverso il ricorso ad elezioni con la partecipazione degli altri uomini d’onore, secondo una prassi in precedenza disvelata solo dai primi collaboratori di giustizia negli anni ’80", spiegano gli inquirenti. In questo quadro è stato inoltre accertato il coinvolgimento dell’articolazione mafiosa e di alcuni dei fermati nell’agguato mortale a Salvatore Mirko Sciacchitano, ucciso lo scorso ottobre "in quanto reo di aver partecipato, solo poche ore prima, al ferimento di Luigi Cona, legato allo stesso sodalizio pur non essendone organico".

Il provvedimento urgente dei fermi è stato firmato dal Procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci e dai pm Sergio Demontis, Francesca Mazzocco e Gaspare Spedale. I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso gli uffici della Procura Distrettuale della Repubblica di Palermo.

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