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Gli scatti patinati (e scandalosi) di Helmut Newton raccontati in 'Pages from the Glossies'

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Gli scatti patinati (e scandalosi) di Helmut Newton raccontati in 'Pages from the Glossies'

Ci sono immagini che hanno segnato la storia della fotografia, e poi ci sono fotografi che attraverso i loro scatti hanno contribuito a rendere immortale la carta stampata. Prendete la modella Vibeke Knudsen, ritratta nel 1975 sulle pagine di 'Vogue Paris' con i capelli tirati indietro, una sigaretta tra le dita e lo sguardo perso nella deserta Rue Aubriot di Parigi, tiepidamente illuminata dalla luce dei lampioni. Androgina e sensuale, Knudsen indossa il controverso smoking di Yves Saint Laurent, tuxedo jacket e pantaloni gessati. Allora basta poco per gridare allo scandalo.


Una donna vestita da uomo, che sembra un uomo o che si atteggia da uomo fa clamore. Al tempo stesso però, la foto contribuisce a rendere lo smoking per signora iconico, così come l'autore dello scatto 'scellerato', il tedesco Helmut Netwon, classe 1920, maestro della fotografia di moda, che ha sempre considerato la carta stampata come il suo principale mezzo di lavoro. Era proprio nell'ambito di un incarico editoriale o pubblicitario, diceva, che trovava la giusta ispirazione e realizzava i suoi scatti migliori.

Oggi la sua fotografia rivoluzionaria viene celebrata nelle pagine di 'Pages from the Glossies', il volume edito da Taschen che accompagna l'omonima esposizione della Helmut Newton Foundation di Berlino, dove fino al 22 maggio è ospitata una retrospettiva in suo onore. Scatto dopo scatto, il volume ripercorre così lo scenografico lavoro di Newton per le riviste europee e americane. Dalle sfumature sadomaso degli anni settanta, quando ritrae le più grandi modelle nude o fasciate di latex, fino alle celebrità immortalate in bianco e nero, negli anni ha creato immagini erotiche e sovversive, con una forte componente feticista, dove la volgarità è bandita e sembra lasciare il posto al sublime.

Il volume contiene oltre 500 immagini realizzate tra il 1956 e il 1998, provenienti da pubblicazioni del calibro di 'Elle',' Queen', ma soprattutto 'Vogue', e che denotano l'incessante capacità di Newton di oltrepassare i confini del genere. "Se c'è qualcosa che odio, è sicuramente il buon gusto - ripeteva spesso - per me è una parolaccia", ma al centro del suo universo il nudo femminile è diventato presto la parola d'ordine per raccontare una sessualità disinibita e conturbante, mai banale.

Il set con il capitano di un sottomarino nucleare, le collaborazioni con Anna Wintour o i diversi approcci culturali alla fotografia di nudo. Nel volume c'è tutto questo. Più che in studio, però, Newton preferiva scattare in interni o per strada. Ambientazioni controverse, illuminazione audace e composizioni d'effetto diventarono presto la sua cifra stilistica. Sotto il suo obiettivo le donne più belle del mondo: tra tutte forse Jerry Hall, ex moglie di Mick Jagger, scandalosa mentre sputa acqua addosso a una modella in topless in un servizio realizzato per 'Vogue' nel 1978.

Per tutta la vita, critiche e polemiche hanno fatto da filo rosso alla sua arte. Molti lo accusavano di ridurre la sensualità femminile a un corpo nudo, esibito in modo voyeristico. Lui invece diceva di adorare le donne e che le sue fotografie ritraevano il potere e la forza femminili. Fino alla morte, avvenuta nel 2004, all'età di 83 anni, Newton ha vissuto e lavorato a stretto contatto con la moglie, Alice Springs, (all'anagrafe June Browne), anche lei fotografa, creando immagini ancora oggi peculiari, seducenti e originali.



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