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La pelliccia è morta, viva la pelliccia: il guardaroba di stagione tra ecofur e alta pellicceria

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La pelliccia è morta, viva la pelliccia: il guardaroba di stagione tra ecofur e alta pellicceria

La pelliccia tornata in auge sulle passerelle per l'autunno-inverno 2015/2016. Da sinistra a destra, il fur coat di Emilio Pucci, il modello patchwork di Etro, le rose rosse di Dolce&Gabbana e il fur jacket di Giorgio Armani

C'è chi non rinuncerebbe a quella vera per niente al mondo e chi invece si lascia sedurre ogni anno dalla quelle ecologiche, 'animal friendly' e dai prezzi democratici, senza per questo perdere un briciolo di calore o di eleganza. E pazienza se c'è ancora chi la considera la brutta copia di quella 'originale', perché stagione dopo stagione pellicce e faux fourrure - come la chiamano i francesi - continuano a mettere tutti d'accordo, viaggiando di pari passo con l'alta pellicceria.


A riportare in auge quest'ultima, il lavoro certosino degli artigiani di casa Fendi, che con la collezione Haute Fourrure presentata a Parigi nel luglio scorso, hanno contribuito a dare nuova linfa a visone, lince e zibellino arricchendoli con una ridda di piume e intarsi décor. Non più appannaggio dell'aristocrazia come un tempo, oggi la pelliccia viene rispolverata dai creativi del fashion internazionale che per la stagione fredda tirano fuori dal baule coat di pelliccia e accessori furry donandogli un'impronta vintage.

Aprifila del trend Alessandro Michele, che per Gucci ha riletto la pelliccia in chiave Seventies: un ibrido tra la sciura milanese - con tanto di basco rosso e mocassino ai piedi - e l'anacronistica Margot Tenenbaum, musa di stagione e regina di stile della pellicola di Wes Anderson. In molti hanno risposto all'appello del creativo romano: dal twist retrò stilizzato da Felipe Oliveira Baptista sulle silhouette di Lacoste (dove viene abbinata a capi sportswear), alla silhouette morbida di Sportmax passando per il patchwork di Etro e le rose rosse pennellate sul visone di Dolce&Gabbana.

Per questo inverno non c'è spazio a dubbi: la pelliccia si traduce in passerella con modelli discordanti, da quelli striminziti a pelo lungo, agli over e lunghissimi, colorati o nelle sfumature calde del cammello. Per non farsi trovare impreparate all'ondata di freddo che si sta abbattendo sull'Italia, il consiglio è puntare tutto sul fur coat, scegliendo tra le proposte viste in passerella. Se Giorgio Armani spezza le silhouette fluide della sua working woman con il ceruleo dalle lunghezze mini, Emilio Pucci allarga i volumi con il rosso vibrante dalla forte connotazione boho chic.

Ispirata all'orsetto teddy bear, da qualche stagione sua mascotte, il blouson di Moschino ha l'anima leziosa, con tanto di cappuccio con orecchie, mentre Dolce&Gabbana si affidano a rose rosse, pellicce smeraldo ladylike e inserti in visone per raccontare la loro donna. Chi ha detto poi che la pelliccia è esclusiva femminile? Con Fendi la fourrure prende piede anche nell'armadio maschile, e da Versace a Marni, è stata rilanciata in pompa magna sulle recenti passerelle maschili della Fashion Week meneghina, in un tripudio di astrakan, castorino e montone. A dimostrazione, ormai, che più che stigmatizzato, il genderless è stato finalmente sdoganato.

Inoltre, la produzione di pelliccia per lui continua ad accelerare, come riporta 'Business of Fashion'. Secondo i dati forniti dal Fur Information Council of America, la pelliccia al maschile ha visto le vendite aumentare sensibilmente negli ultimi anni, arrivando a rappresentare circa il 5% del business totale legato alla vendita di pelliccia nel mondo. Se a questo si sommano poi le stole, i portachiavi, e tutta la gamma di accessori che da qualche stagione continua a penzolare su borse, guanti e copricapo la conferma è innegabile. L'anno appena iniziato sarà ricordato come quello della pelliccia.



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