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Scuola: Malala ai leader mondiali, investite sui libri non sui proiettili

07 luglio 2015 | 15.32
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(foto Infophoto)

Spendete per i libri, non per le armi. Si può sintetizzare così il messaggio ribadito ai leader mondiali da Malala Yousafzai, la ragazza pakistana, paladina del diritto all'istruzione, vittima di un attacco dei Talebani e premiata con il Nobel per la Pace. "I libri sono un investimento migliore per il nostro futuro rispetto ai proiettili", ha detto a Oslo davanti a delegazioni di una quarantina di Paesi riunite per il Forum sull'istruzione e lo sviluppo.

Parole che arrivano dopo il lancio, domenica, della campagna #booksnotbullets, annunciata a una settimana dal 18esimo compleanno di Malala, il 12 luglio prossimo. Sul profilo Twitter di Malala è stata postata una foto della giovane con "Il diario di Anna Frank" tra le mani e l'invito a fare altrettanto per sostenere la causa dell'alfabetizzazione perché "l'istruzione è la vera arma per il cambiamento".

Secondo Malala, le spese militari che nel mondo vengono accumulate in otto giorni basterebbero per garantire 12 anni di istruzione primaria e secondaria a tutti i bambini del pianeta. Trentanove miliardi di dollari all'anno "possono sembrare una cifra enorme, ma in realtà non è così", ha detto la ragazza, sostenendo che è questa la somma che il mondo destina in otto giorni alle spese militari.

"La questione non è che non ci sono soldi abbastanza, il punto è la mancanza di impegno da parte dei leader mondiali a investire sull'istruzione", ha affermato Malala, citata dall'agenzia di stampa Dpa.

Malala, che da tre anni vive a Birmingham con la sua famiglia, è stata insignita nel 2013 del Premio Sakharov e nel 2014, insieme all'indiano Kailash Satyarthi, del Premio Nobel per la Pace. Era l'ottobre del 2012 quando venne colpita in Pakistan un attacco rivendicato dal movimento locale dei Talebani, il Ttp. La sua celebre frase "Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo" è stata proposta quest'anno tra le tracce dei temi di maturità.

Durante il Forum di Oslo, il premier norvegese Erna Solberg ha annunciato la creazione da parte di Cile, Indonesia, Malawi e Norvegia insieme all'Unesco di una commissione internazionale - guidata dall'ex premier britannico e inviato speciale Onu per l'Istruzione Gordon Brown - per individuare le strategie per aumentare i fondi per l'istruzione, che sono in calo dal 2010.

Il focus è sull'istruzione femminile, sulla qualità di insegnamento e apprendimento e sull'istruzione in situazioni di emergenza. Le raccomandazioni della commissione dovrebbero essere presentate nel 2016. Secondo il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che partecipa al Forum, meno del 2% degli aiuti umanitari in aree di crisi vengono destinati all'istruzione.

Secondo Gordon Brown, riporta la Dpa, sono circa 59 milioni i bambini nel mondo che non hanno accesso alla scuola primaria, mentre altri 65 milioni non frequentano la scuola secondaria. Ben 500 milioni sono le bambine che non terminano gli studi.

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