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Mali, fonti intelligence: "Maccalli e Chiacchio emozionati e increduli"

09 ottobre 2020 | 12.58
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"Felicissimi, hanno ringraziato il governo per il buon esito della vicenda", dicono all'Adnkronos fonti qualificate della nostra intelligence parlando dei due ostaggi italiani liberati ieri dopo due anni di prigionia. Atterrati a Ciampino, ora saranno ascoltati dai pm della Procura di Roma

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Padre Pier Luigi Maccalli (Fotogramma)

"Sì, sono io, Pier Luigi". Ai funzionari dell'intelligence italiana che li avevano contattati al telefono, Padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, i due italiani liberati ieri in Mali dopo due anni di prigionia, sono apparsi "emozionati, quasi increduli per una vicenda che si stava concludendo favorevolmente. Felicissimi, hanno ringraziato il governo per il buon esito della vicenda", dicono all'Adnkronos fonti qualificate della nostra intelligence.

Atterrati a Ciampino, ora saranno ascoltati dai pm della Procura di Roma

"Da agosto abbiamo cominciato ad avere dei feedback sui gruppi che detenevano gli ostaggi tra cui i due italiani. Le aree del nord sono sempre più attraversate da gruppi jihadisti che hanno forti collegamenti con Daesh e al Qaeda. Il cambio di governo nel Mali è stato decisivo. C'e un certo bisogno del nuovo governo maliano di dimostrare di essere in grado di riportare stabilità nel Paese e quindi hanno sfruttato questi contatti. Abbiamo visto che la linea di comunicazione con questi gruppi era efficace e li abbiamo incoraggiati ad andare avanti nell'interlocuzione", spiegano ancora le fonti all'Adnkronos.

"A livello locale avevano bisogno di riportare a casa l'ex ministro Cisse, che era stato all'opposizione del governo e che faceva parte del gruppo degli ostaggi, tra cui i due italiani. C'è stata quindi - viene rilevato - una forte collaborazione di intelligence e informativa, fino a quando non si è arrivati al rilascio. Ottenuta la prova dell'esistenza in vita degli ostaggi, con foto e video, abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta".

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