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Mali: gruppi ribelli, firmeremo accordo anche se documento non convince

05 maggio 2015 | 13.33
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Chiedono che in fase di applicazione si tenga conto degli emendamenti proposti.

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Bamako, 5 mag. (Aki)

Il Coordinamento dei movimenti dell'Azawad (Cma), di cui fanno parte i gruppi ribelli del nord del Mali che partecipano ai negoziati di pace con il governo maliano, "ha accettato di unirsi ai firmatari dell'accordo" di pace che sarà siglato il 15 maggio a Bamako. E' quanto ha dichiarato al quotidiano algerino 'El Khabar' il responsabile per le relazioni esterne del Cma, Hama Ag Sid Ahmed.

Il primo marzo scorso il governo del Mali ha siglato in via preliminare l'accordo di pace che mira a porre fine all'annoso conflitto tra Bamako e gruppi ribelli del nord, ma il Cma si è rifiutato di firmare poiché il documento non terrebbe conto delle "rivendicazioni essenziali dell'Azawad".

Nelle scorse settimane il Cma aveva ribadito di "non poter firmare l'accordo di pace e riconciliazione in Mali nel suo stato attuale" a meno che la mediazione internazionale, guidata dall'Algeria, non avesse "preso in esame gli emendamenti" proposti dai ribelli, pur assicurando la sua "disponibilità a lasciare tutte le porte aperte al raggiungimento" di questo obiettivo. Le dichiarazioni di Sid Ahmed sembrano segnare un'ulteriore apertura, laddove ha assicurato che "il Cma è pronto a recarsi a Bamako il 15 maggio", anche se il documento "non è convincente. "Il Coordinamento - ha precisato - resta fermo nella sua richiesta avanzata all'Onu e alla mediazione internazionale" di tenere in considerazione gli emendamenti che saranno proposti durante le fasi di applicazione dell'accordo.

L'esponente del Cma ha quindi sostenuto che i gruppi ribelli sono stati sottoposti a "forti pressioni da parte dell'Onu, della mediazione internazionale, della Francia e degli Stati Uniti" perché firmassero l'accordo il 15 maggio. "Il Cma ha accettato affinché non si dica che ostacola il processo di pace", ha spiegato Sid Ahmed, che rimprovera alla comunità internazionale di non aver esercitato le stesse pressioni sul governo di Bamako per spingerlo a "rispettare i suoi impegni, soprattutto quelli relativi ai diritti umani e alla non discriminazione degli abitanti del nord".

La settimana scorsa si è assistito in varie località del nord del Mali a scontri tra milizie pro-governative e gruppi ribelli che hanno causato almeno una ventina di morti e diversi feriti, scatenando un reciproco scambio di accuse di aver rotto il cessate il fuoco cui sottoscritto dalle parti in conflitto il 23 maggio 2014.

In seguito a questi eventi, il Cma ha annunciato in una nota del 28 aprile di "non avere altra scelta che esercitare il suo diritto alla legittima difesa per proteggere le popolazioni civili, i suoi uomini e le sue posizioni" dagli attacchi delle milizie pro-Bamako, ma due giorni fa l'Unione Africana ha lanciato un "appello urgente" ai movimenti ribelli affinché accettassero di firmare l'accordo il 15 maggio.

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