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Maltempo, da Regione a enti locali 90 milioni per dissesto

25 febbraio 2014 | 18.30
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La Regione Toscana cederà poco meno di 90 milioni della propria capacità di spesa a Comuni e Province. Lo propone la giunta, che ieri ha fissato i criteri e approverà il provvedimento entro un paio di settimane, dopo un giro di consultazioni al tavolo di concertazione e al Consiglio delle autonomie locali. Aumentare la spesa per non bloccare cantieri e investimenti: questo è l'obiettivo di un patto stabilità che diventa verticale e si allarga all'intera regione.

"Permettere agli enti locali di spendere un po' di più dei soldi che hanno in cassa, perché quello che cederemo non sono soldi ma capacità di spesa appunto, privilegiando, ad esempio, la messa in sicurezza del territorio " spiega meglio l'assessore al bilancio e al rapporto con gli enti locali, Vittorio Bugli.

La Regione l'anno scorso poteva spendere 1 miliardo e 495 milioni. Quest'anno la quota sottoposta al patto (dei quasi 9 miliardi di bilancio regionale) sarà 1 miliardo e 440 milioni e 90 saranno ceduti a Comuni e Province.

"I benefici per il territorio sono evidenti: ampliare la capacità di spesa significa infatti aumentare la possibilità di investire - dice l'assessore Bugli - Gli enti locali molte volte hanno i soldi in cassa, ma non li possono spendere perché devono contribuire alla riduzione del debito del Paese. Nella cessione e attribuzione di maggiori spazi abbiamo privilegiato la spesa per opere di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, quelle di ripristino dopo le alluvioni e i progetti di interesse regionale". Progetti a volte già finanziati, ma rallentati dal patto di stabilità.

Cosa cambierà per Comuni e Province - Sono tre i beneficiari del provvedimento: i Comuni tra 1.000 e 5.000 abitanti (33,6 milioni di maggiore spesa), quelli oltre 5.000 abitanti ( altri 33,6 milioni) e le Province (22,4 milioni, pari al 25 per cento).

I Comuni più piccoli, quelli fino a 5.000 abitanti, potranno con questo provvedimento di fatto spendere per quanto incassano. Oggi invece sono costretti dal patto di stabilità a spendere un pochino meno di quello che entra nelle loro casse.

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