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Alimenti: mangiare veg in pausa pranzo, i consigli della nutrizionista/ Focus

30 gennaio 2015 | 13.25
LETTURA: 2 minuti

La nutrizionista Roberta Bartocci: "Ogni azienda dovrebbe sviluppare una propria politica sul food finalizzata all’efficienza e alla salute dei lavoratori"

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(Infophoto)

Dieta sana, variata, magari veg, in pausa pranzo? Non è proprio semplice mettere in pratica questi buoni propositi quando si mangia fuori casa, in mensa o presso le imprese della ristorazione. Meglio attrezzarsi da casa, suggerisce all'Adnkronos la vegCoach Roberta Bartocci.

"Alcune persone mi hanno chiesto aiuto per fare pressione sui vertici aziendali affinché venisse riconosciuto il loro diritto ad avere un'offerta in mensa come quella dei loro colleghi", spiega la nutrizionista. A parte alcune eccezioni, per le mense c'è dunque molto da fare. Si "dovrebbero proporre pasti che facilitano il lavoro, quelli che non ti fanno 'abbioccare' ma che danno energia. Se un pasto toglie energia, vuol dire che non va, che la qualità o l'alimento stesso non va bene", rimarca.

Va meglio nel caso delle imprese della ristorazione che offrono buffet dove è possibile trovare diverse alternative. Anche qui però le proposte in termini di "qualità e varietà sono decisamente migliorabili con l'offerta di verdure crude più invitanti", sottolinea.

La filosofia dominante suona così: "basta che è buono va bene tutto", sottolinea Bartocci. Ma "pensare al cibo come gusto e tradizione è un po' anacronistico, bisogna ragionare anche sulla qualità, sulla provenienza e se vengono rispettati certi criteri ambientali".

Alla fine chi vuole, o deve, mangiare fuori casa e intende seguire una dieta sana e variata, osserva, "si deve organizzare da sé, tenendo a disposizione un po' di frutta secca, tipo mandorle o noci, un pacchetto di cracker di farro, poi ci mette vicino un'insalatona e il pranzo è fatto".

Per risolvere questo stato di cose, suggerisce la nutrizionista, "sarebbe ottimale che ogni azienda avesse una propria politica sul food, finalizzata all’efficienza e alla salute dei lavoratori oltre che al rispetto dell'ambiente piuttosto che delegare tutto all’esterno".

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