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Mannino: "Io costretto a 30 anni di via Crucis, c'è ancora speranza con magistrati liberi"

11 dicembre 2020 | 12.48
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(Fotogramma)

di Elvira Terranova

Definisce la sua vicenda giudiziaria "una lunga via crucis durata trent'anni" e si dice anche convinto che in Italia "c'è ancora speranza" perché "ci sono magistrati liberi che procedono secondo le regole e rendono testimonianza di verità". L'ex ministro democristiano Calogero Mannino ha atteso nella sua abitazione di Palermo la sentenza definitiva del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia che lo vedeva imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. In una intervista esclusiva all'Adnkronos racconta il suo stato d'animo dopo avere appreso la decisione della Cassazione.

"Non perché abbia trovato nel tempo e in diversi processi e gradi di processo magistrati che mi abbiano assolto, fino alla corte di Cassazione oggi che si era pronunciata altre due volte sempre in favore della mia innocenza - dice Calogero Mannino - devo dire che pur ponendosi il gravissimo problema del funzionamento della giustizia in Italia e in particolate del funzionamento di alcune procure o meglio di gruppi di magistrati, all'interno di queste in Italia c'è ancora speranza. Ci sono magistrati liberi che procedono secondo le regole e rendono testimonianza di verità a chi sopporta il processo soprattutto una testimonianza di lealtà alle istituzioni".

"Detto questo - aggiunge Calogero Mannino - almeno in sede storica bisognerà affrontare il problema di 30 anni di processi con ben oltre 10 sentenze tutte di assoluzione. Hanno tenuto inchiodato me a un processo unico e la stessa narrazione menzognera che dal 1991 con salse diverse mi viene rovesciato addosso con una ossessione persecutoria che pure dovrà trovare delle spiegazioni. Ma non ho tentazioni polemiche".

"Il risultato di oggi è così importante perché importante è stata la sentenza di primo grado e particolarmente poi quella di secondo grado della corte di appello - prosegue Calogero Mannino parlando con l'Adnkronos - una sentenza monumentale che non poteva essere scalfita da nessuna delle finzioni che hanno motivato tutta la condotta della pubblica accusa e proprio per questo almeno sul piano storico e non per la mia storia e per il mio nome, ma anche, e soprattutto per le conseguenze che un processo infondato ha esercitato sulla giusta ricerca ed intelligenza di quello che è avvenuto in Italia dal 1992".

"Per oggi il mio ringraziamento allo Spirito Santo e voglio ricordare che quando Benedetto Croce prese la parola in sede di assemblea costituente per l'approvazione della Costituzione italiana disse "Veni, creator spiritus".

Poi l'ex ministro vuole ringraziare "le persone per me carissime: il professor Carlo Federico Grosso e Grazia Volo (i suoi legali ndr), che sono stati i miei angeli". E conclude: "Sono lieto per mia moglie, per mio figlio, per i miei nipoti Vittoria e Calogero che hanno partecipato nel tempo, diversamente, a questa mia lunga via crucis".

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