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Manovra 2023, Letta: "E solo un dl per prossimi 3 mesi"

30 novembre 2022 | 16.58
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"Nulla a che fare con una legge bilancio degna di questo nome"

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"Questa, che sarebbe la prima manovra della legislatura, non ha niente di una legge di bilancio degna di questo nome". E' netto il giudizio di Enrico Letta, segretario del Pd, sulla manovra 2023 del governo Meloni alla prima giornata del percorso 'Verso la manovra di bilancio, organizzato dal Pd per confrontarsi con associazioni di categoria e parti sociali alla vigilia della discussione in Parlamento della legge.

Il segretario dem critica "il desolante orizzonte a breve termine" della manovra che più che una legge di bilancio che preveda una "programmazione annuale" è un "decreto per far passare i prossimi tre mesi". E nel merito Letta ribadisce come l'intento del governo Meloni sia quella di "far cassa sui poveri" tagliando su "servizi e sanità" aumentando "iniquità e giustizia sociale".

E poi il caro bollette. Chiede Letta: "Dov'è finito il disaccoppiamento promesso per abbassare le bollette? E dopo aprile che si farà? Noi vogliamo dare un messaggio forte sul tema dell’energia: se non si affronta la separazione tra costo dell’energia prodotto da gas e quello prodotto da rinnovabili si continuano a dare soldi agli speculatori dell’energia, facendo pagare il conto ai più fragili".

"Il nostro giudizio sulla legge di bilancio è negativo non per partito preso o perché siamo all'opposizione. È negativo -argomenta Letta- perché questa, che sarebbe la prima manovra della legislatura, non ha niente di una legge di bilancio degna di questo nome".

"È solo un decreto che serve a far passare i prossimi tre mesi. Non c’è alcuna dimensione di programmazione annuale. Questo orizzonte a breve termine è desolante, a maggior ragione davanti all' impatto di potenziale recessione che l'Italia deve fronteggiare, con effetti su disuguaglianze, difficoltà diffuse e fatica di pezzi di Paese ad andare avanti. La destra, che taglia su servizi e sanità, fa ancora e sempre cassa sui poveri. Si chiama iniquità e ingiustizia sociale".

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