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Maradona, Ferlaino si commuove: "Per me Diego non è morto"

25 novembre 2020 | 20.59
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''Cosa mi mancherà di Maradona? Niente, perché i tanti ricordi che ho di lui sono ancora molto vivi. Per me Diego non è morto... Non c'è più, ma vive e vivrà sempre per quello che ha dato al Napoli e ai tifosi napoletani''. Corrado Ferlaino ha la voce commossa. L'ex presidente del Napoli che ha portato Diego Armando Maradona all'ombra del Vesuvio nel 1984 non si rassegna all'idea che El Pibe de oro se ne è andato via.

Ferlaino racconta all'Adnkronos di aver sentito l'ultima volta il suo 'numero dieci' ''qualche mese fa: ci siamo scambiati un saluto affettuoso, abbiamo parlato un po' di calcio. L'ho sentito bene, doveva andare ad allenare la sua squadra'', il Gimnasia, ''era molto vivo e pronto''.

''Ora che non c'è più -confida Ferlaino che con Maradona ha vinto due scudetti e una coppa Uefa- sono tanti, troppi i ricordi personali. Questo è stato un brutto anno per tutti con questa pandemia. Siamo costretti a non uscire di casa. E adesso a Napoli abbiamo avuto anche questa forte disgrazia. Dobbiamo rimpiangere un grande campione, il nostro grande campione, perché Diego era un argentino-napoletano''.

Ferlaino fa una pausa, sta per congedarsi poi ci ripensa e chiede di appuntare sul taccuino un'ultima cosa, un flash della storica sfida che costò agli azzurri il Mondiale del 1990, quando il Paese si divise a metà, Italia o Maradona. ''Vorrei ricordare la partita Italia- Argentina, quando -racconta l'ex presidente del Napoli- quasi tutti al San Paolo tifarono" per l'Albiceleste, ''il che vuol dire che per noi era più forte l'attaccamento al Napoli che all'Italia. Diego era il nostro campione, perché, lo ripeto, era un argentino-napoletano...''.

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