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Maradona, Filippo Facci choc: "Era un ladro, drogato e ciccione"

16 dicembre 2020 | 13.32
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(Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

“Andavo periodicamente a vedere Maradona su Youtube, lui sarebbe uno dei pochi che fisicamente potrebbe resistere ai campioni di oggi. Tuttavia, come persona aveva dei difetti da mediocre imbecille, che è morto a 35 anni, diversamente da Paolo Rossi che è morto da vivo. I napoletani si sono identificati in lui, creando un meccanismo di deificazione che fa venire la nausea. Di Maradona riuscirò a parlare solo tra un paio di anni”. Il giornalista Filippo Facci, durante la trasmissione 'Tiki Taka' condotta da Piero Chiambrett, .si esprime così su Diego Armando Maradona, morto il 25 novembre scorso.

Alle sue parole replica il telecronista tifoso del Napoli Raffaele Auriemma: “Non guardare ai difetti di Maradona, guardati allo specchio. Necessiti urgentemente di un Tso dopo quello che ho sentito. Tu hai un problema con Napoli e i napoletani”.

“Che si offendano i napoletani, io me ne frego, io sono libero di dire che Diego Armando Maradona extra calcio può essere piaciuto a tanti napoletani che l’hanno deificato, non solo per dei pregi ma anche dei difetti -attacca ancora Facci-. Nella vita era un mediocre, un drogato, ciccione, ladro come quando segnò contro l’Inghilterra! Siete dei complessati! Maradona era diventato un cattivo esempio, un drogato, ciccione, un morto prima del tempo e voi vi offendete perché per voi non era solo un grande giocatore ma era Dio”.

"Basta infangare la memoria di Diego". Il fratello del campione argentino Hugo Maradona, insieme alla moglie Paola, ha deciso di porre un freno ai commenti offensivi ascoltati in tv o letti sui giornali nei confronti del Pibe de Oro, scomparso soltanto tre settimane fa. Ha dato così mandato all'avvocato storico di Maradona, Angelo Pisani, di querelare e chiedere un risarcimento danni in sede civile a chi come Alessandro Sallusti, Filippo Facci, Giampiero Mughini hanno utilizzato espressioni "offensive e diffamatorie" verso chi non può nemmeno più difendersi.

Al centro del caso definizioni come 'ladro', 'ciccione', 'drogato': tutti "insulti contro Maradona da parte di giornalisti che non hanno perso occasione di attaccarlo. Intendo bloccare questa scia di offese gratuite ed insensate. Oltretutto, viene diffamato un uomo che non può difendersi e lo trovo a dir poco immorale. Ricordo che definire un uomo un 'ciccione' è come perpetrare bullismo per un difetto fisico, un atto vile che non ha bisogno di ulteriori commenti. Sulla vicenda dell'evasione fiscale inoltre Facci si informi meglio", sottolinea all'Adnkronos l'avvocato Pisani che pensa di "procedere in solido contro le tv e giornali che amplificano tali offese". Ma non solo i programmi televisivi, il legale punta il dito anche contro i social: "dovrebbe essere fermata questa spirale di odio, dove leoni da tastiera si dilettano ad oltraggiare la memoria di Maradona".

"La storia - continua l'avvocato - è piena di vip e artisti con problemi di dipendenza ma associare la parola 'drogato' ad un uomo morto per altra cause è forse la più alta manifestazione di incapacità di reggere un tendone dialettico senza offendere. La droga è una dipendenza, un atto di fragilità che deve essere inteso, nel caso di Maradona, come una richiesta di aiuto o una debolezza su cui ha vinto il riscatto. Mi domando, ma perché certi giornalisti non hanno avuto il coraggio di pronunciare parole offensive quando Diego era in vita o davanti al fratello Hugo o davanti al figlio?"

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