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Marco Columbro: "Per la tv sono morto, meno male che c’è la famiglia"

13 giugno 2016 | 17.31
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Marco Columbro (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"Da tanti anni manco dal piccolo schermo. Oggi faccio teatro e tiro avanti grazie all’affetto della mia donna e di mio figlio". Così Marco Columbro, storico conduttore della televisione italiana tra gli anni '80 e '90, racconta in un'intervista al settimanale 'Nuovo' come sia stato dimenticato dalla televisione da quando, nel 2001, rimase in coma per 25 giorni in seguito a un aneurisma cerebrale. "Per la tv sono morto - si sfoga - meno male che c’è la famiglia!".

"Per strada sento ancora l’affetto delle persone. C’è chi mi ferma convinto di avermi seguito la sera prima in un programma e invece manco dalla televisione ormai da tantissimi anni", sottolinea il presentatore di programmi di successo come 'Paperissima' e 'Buona domenica' e vincitore di ben 13 Telegatti.

Columbro si sta dedicando negli ultimi tempi al teatro: "Io nasco come attore, sono cresciuto con il grande Dario Fo e quindi per me è una sorta di ritorno alle origini. Lo scorso anno, insieme a Gaia De Laurentiis, abbiamo portato sul palco una bella commedia. E ora sto valutando alcuni copioni interessanti".

Ma a 'Nuovo' confessa che la tv gli manca: "Soprattutto quella del mio periodo d’oro - spiega - quando negli anni Novanta mi definivo 'il soprammobile di casa degli italiani', per via delle tantissime ore di diretta che facevo. Ma non è stata una mia rinuncia. Purtroppo dopo la malattia, nonostante io abbia avuto una rinascita, per la tv sono morto", dice non nascondendo un po' di "amarezza" per quanto accaduto.

Infine, parlando con il settimanale dell'ipotesi di un suo ritorno sul piccolo schermo, Columbro rivela: "Mi piacerebbe condurre un programma di controinformazione dove poter trattare temi diversi: dalla medicina alternativa all’agricoltura biologica, dall’ufologia alla spiritualità. Tutti argomenti a me cari, visto che da 35 anni mi occupo di esoterismo. Lo chiamerei Risveglio, io che un risveglio nella vita l’ho avuto", conclude.

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