cerca CERCA
Mercoledì 14 Aprile 2021
Aggiornato: 16:39
Temi caldi

Maria Licciardi, a’ Piccerella che comanda clan Secondigliano

16 marzo 2021 | 11.00
LETTURA: 2 minuti

E' al vertice del cartello criminale più pericoloso e potente della Campania e non solo

'A Piccerella', 'bloody Mary', 'mamma camorra'. Sono alcuni dei soprannomi di Maria Licciardi, al vertice del cartello criminale più pericoloso e potente della Campania e non solo: l’Alleanza di Secondigliano. E' il ritratto della boss che comanda il clan di Secondigliano firmato da Francesca Fagnani in un articolo sull'Espresso.

''Mamma Camorra -si legge - vive dove ha sempre vissuto, nella roccaforte dei Licciardi a Secondigliano, la Masseria Cardone, dove non c’è degrado, non ci sono vedette né piazze di spaccio. ’A Piccerella non vuole che nella sua zona si venda droga, non vuole vedere tossici per le sue strade, tanto meno le forze di polizia. Pensare che invece a soli 200 metri, dall’altra parte di Corso Secondigliano, c’è il 'Terzo Mondo', come viene chiamato il Rione dei Fiori, dove tra le fatiscenti case popolari si vende droga h24. Tutto intorno alla Masseria Cardone è un Bronx di abbandono e delinquenza''. Una holding criminale quella dell'Alleanza di Secondigliano la cui ininfluenza va ben oltre Napoli, ''gestisce un’immane ricchezza accumulata negli anni con il traffico di stupefacenti, le estorsioni, le scommesse clandestine, la vendita globale di capi contraffatti. Una montagna di soldi da ripulire e reinvestire attraverso ramificate attività legali, intestate a incensurati, in settori strategici come quello alberghiero, che valgono per i clan quanto le piazze di spaccio''.

Classe '51 'A Piccerella' è la ''sorella di Gennaro, capostipite del clan, detto ’a Scigna, capozona di Secondigliano per conto di Luigi Giuliano, il re di Forcella, uno dei capi storici della camorra''. La sua scalata ai vertici inizia nel 1994 con la morte in carcere di Gennaro e l’assenza per detenzione e latitanza degli altri due fratelli. ''Maria Licciardi, la 'mente fine' della cupola, si occupa degli aspetti più strategici, come trattare l’acquisto di droga, fornire assistenza legale e sostegno alle famiglie durante i periodi di detenzione degli affiliati. Pratiche necessarie per assicurarsi il rispetto dell’omertà. Il suo controllo sul territorio è totale: si passa da lei per dirimere in modo diplomatico o meno questioni personali, come crediti da esigere, debiti da estinguere, infedeltà coniugali da chiarire.

A Secondigliano, al dominio della Piccerella non sfuggono nemmeno i sacramenti: è cosa sua il sistema di 'comparaggio, che serve a irrobustire i vincoli criminali, attraverso la scelta dei padrini per battesimi e cresime''. La sua consacrazione ai vertice dell'Alleanza avviene nel '98 con i milioni pagati per far ritrattare il pentito Costantino Sarno, feroce boss di Miano. La Dda di Napoli chiede il suo arresto per associazione mafiosa, lei scompare, viene inserita nella lista dei 30 criminali più ricercati d'Italia e solo dopo due anni viene catturata. Dopo sette anni di 41 bis, durante i quali continua ad impartire ordini, ''Licciardi - scrive Fagnani - torna al suo posto, alla Masseria Cardone, da dove tuttora gestisce senza far rumore gli equilibri interni alla federazione, garantendo la pax mafiosa con l’altro grande cartello che domina la città, quello dei Mazzarella''.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza