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Mariupol, Kiev: "Molti ancora in Azovstal, trattative in corso"

18 maggio 2022 | 07.49
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Allarme delle autorità: "3mila civili in ex carcere russo a Donetsk". Dubbi sulla sorte dei soldati usciti dall’acciaieria: per la Duma vanno processati

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(Fotogramma)

"Ci sono ancora molte persone rimaste nell'Azovstal e continuiamo i negoziati per farle uscire da lì". Lo ha detto la vice ministra della Difesa ucraina Hanna Maliar nel corso di una intervista alla Bbc. Si tratta di una operazione delicata, ha precisato Maliar, aggiungendo che qualsiasi ordine può essere potenzialmente pericoloso per la vita delle persone che si trovano ancora nelle acciaierie di Mariupol. "Le trattative sono ancora in corso e speriamo vivamente in un risultato positivo", ha detto la vice ministra aggiungendo che l'operazione di salvataggio delle acciaierie dell'Azovstal sarà completata solo quando tutti i difensori di Mariupol saranno stati evacuati nei territori sotto il controllo ucraino.

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Intanto, secondo quanto denuncia il difensore civico ucraino per i diritti umani Lyudmyla Denisova, l'esercito russo sta trattenendo circa tremila civili di Mariupol in una ex colonia penale a Donetsk e tra loro ci sono anche 30 volontari arrivati nella città assediata sul Mar Nero per portare aiuti umanitari. I civili vengono trattenuti dall'esercito russo per un mese, ma chi è considerato ''particolarmente inaffidabile'' come ex soldati e poliziotti è trattenuto per due mesi, sostiene.

E c'è apprensione per i soldati ucraini che hanno lasciato l'acciaieria Azovstal e sono stati trasferiti nel territorio controllato dalla Russia. Kiev aveva reso noto che i militari sarebbero stati in seguito scambiati con prigionieri russi. Ma per il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, si tratta di "criminali nazisti non devono essere oggetto di scambio e devono perseguirli". Il presidente russo Vladimir "Putin ha garantito che saranno trattati in linea con le leggi internazionali in materia", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, senza chiarire se saranno considerati come criminali di guerra o come prigionieri di guerra. Mosca interrogherà i combattenti che si trovavano nello stabilimento, riporta intanto l’agenzia Tass.

Secondo il ministero della Difesa di Mosca sono 959 i militari ucraini del Battaglione Azov che si sono arresi da lunedì alle forze russe. Solo nelle ultime 24 ore si sono arresi 694 militari che erano asserragliati nelle acciaierie Azovstal di Mariupol. Inoltre, precisa il ministero russo, sul totale dei militari arresi 80 sono quelli feriti, 51 dei quali sono stati ricoverati in ospedale. Mosca rivendica inoltre di aver ucciso 270 combattenti ucraini e "54 unità di equipaggiamento militare sono state disabilitate" durante la notte. Le forze russe sostengono anche di aver abbattuto due aerei e 15 droni.

CECENI - ''Nonostante le forze russe abbiano assediato Mariupol per oltre dieci settimane, la resistenza ha rinviato la conquista della città da parte della Russia''. Lo scrive l'intelligence britannica nel suo ultimo rapporto sulla situazione in Ucraina, parlando di ''frustrazione'' per le truppe inviate da Mosca e di ''perdite di uomini tra le forze russe''. A questo punto, scrive l'intelligence di Londra, ''nel tentativo di avere la meglio sulla resistenza ucraina, la Russia ha fatto un notevole uso di altro personale. Questo ha portato a un notevole dispiegamento di forze cecene'', ovvero ''diverse migliaia di combattenti concentrati soprattutto a Mariupol e Luhansk''. I ceceni, prosegue l'intellligence britannica, sono ''combattenti volontari e uomini della Guardia nazionale''. E la loro presenza è ''una dimostrazione di come la Russia abbia problemi significativi di risorse in Ucraina''. Ma ha anche come effetto una ''disomogeneità del comando che continua a minare il buon esito delle operazioni russe''.

ALLARME COLERA - Nei territori dell'Ucraina "occupati", in particolare a Mariupol, c'è "il rischio che si diffondano molte malattie, soprattutto il colera". A lanciare l'allarme durante un briefing è stata Dorit Nitzan, coordinatrice delle emergenze sanitarie per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Nitzan, citata dal portale di notizie 'Ukrinform', ha spiegato che "secondo le informazioni che riceviamo dalle ong, a Mariupol le acque reflue si mescolano con l'acqua potabile". Il rischio di diffusione di malattie ha spinto Nitzan a chiedere di prendere "precauzioni: prepariamo vaccini e cooperiamo con le ong che possono visitare la città e sostenere le persone".

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