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Marò, Di Paola: "8 anni di attesa e sacrificio"

03 luglio 2020 | 13.41
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"Grande soddisfazione per il parere espresso dal Tribunale dell'Aja, dopo otto anni di attesa, di sofferenza e di sacrificio da parte dei due fucilieri della Marina. Sorpresa per la seconda parte del giudizio (relativa al risarcimento ndr), che sembra anticipare la decisione che dovrà essere presa in Italia. Detto questo, penso ci siano motivazioni politiche-diplomatiche dietro la sentenza del Tribunale che non doveva essere un puro e semplice rifiuto della ragioni indiane né viceversa". Così l'ex ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, commenta all'Adnkronos la sentenza del Tribunale dell'Aja che ha che ha assegnato al nostro Paese la giurisdizione sui due marò, riferendo di aver inviato un messaggio a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per dirgli "un abbraccio, vi sono vicino".

Secondo Di Paola non sorprende che si siano voluti otto anni per arrivare alla sentenza delll'Aja: "E' un contenzioso internazionale tra due Paesi, sia di diritto che politico, in cui ognuno sosteneva la sua posizione. Credo che la verità è che non ci sia da stupirsi".

Riguardo alla sua esperienza nel governo Monti, all'interno del quale sulla vicenda dei due fucilieri si consumò un duro scontro in seguito al quale si dimise l'allora ministro degli Esteri Giulio Terzi, Di Paola sottolinea: "Resta il fatto che all'inizio c'era una forte tensione tra i due Paesi e noi abbiamo cercato di evitare il peggio per i due fucilieri in India. Poi con il tempo ci sono state decisioni diverse, ho letto oggi l'intervista rilasciata dall'ex ministro degli Esteri Emma Bonino" sulla decisione di ricorrere all'arbitrato internazionale "e l'ho trovata molto saggia. In queste cose gli eventi si sviluppano anche con il tempo".

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