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Carnevale: maschere promosse dai pediatri, fanno volare fantasia

26 gennaio 2015 | 11.27
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L'indagine sui dottori di tutta Italia, la crisi non 'rubi' i travestimenti ai più piccoli. "Hanno un impatto positivo su bimbi e adolescenti, perché stimolano la fantasia e l'aggregazione, combattendo l’isolamento e la sedentarietà"

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Fate, cavalieri, maghi di Hogwarts, pirati dei Caraibi, animaletti e principesse sono i migliori alleati della fantasia di bambini e adolescenti. Lo dimostra un sondaggio condotto fra 100 pediatri italiani: per l'87% le maschere, e più in generale il Carnevale, hanno un impatto positivo su bimbi e adolescenti, "perché stimolano la fantasia e l'aggregazione fra i coetanei, combattendo allo stesso tempo l’isolamento e la sedentarietà in un periodo dell'anno in cui sono poche le occasioni di movimento". Parola del pediatra di Milano Italo Farnetani, che ha 'tastato il polso' a colleghi divisi fra Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Sud-Isole, che hanno in cura 80mila ragazzi da 0 a 18 anni.

Ebbene, la maschera è ampiamente promossa, anche se "resiste una piccola fetta di pediatri italiani (13%) decisamente contraria. In particolare i colleghi del Sud e delle isole temono lesioni e infortuni da petardi e da giochi eccessivi con la schiuma, o le uova. Mentre il 57% dei colleghi del Nord-est teme che questa festa sia diseducativa, perché favorisce gli eccessi". Nessun rischio, invece, per i piccoli allergici, legato a coriandoli, polvere e stelle filanti. "Questa festa va difesa - dice Farnetani all'Adnkronos Salute - anche dall'effetto crisi. Per risparmiare, dunque, via libera anche al 'riciclo' della maschera dell'anno precedente, o a quella meno costosa, purché con marchio CE: altrimenti si rischia di incappare in materiali infiammabili, tossici o potenzialmente pericolosi".

Farnetani resta piuttosto perplesso, invece, sull'idea di ricorrere al fai da te. "A meno che le mamme non siano molto abili con ago, filo e forbici, infatti, i costumi fatti in casa si riconoscono facilmente, mentre i bambini hanno bisogno di sentirsi uguali ai coetanei". Meglio abbinare pezzi 'doc' come ali, corone, spade, mantelli e bacchette ad abiti 'borghesi', piuttosto. In ogni caso mai rinunciare a trucchi e travestimenti. "Le maschere aiutano i maschietti a identificarsi con l’eroe buono, come Zorro o i moderni supereroi, e le femminucce a immaginarsi nei panni di personaggi leggendari o autorevoli, come fatine e principesse, ma anche eroici e avventurosi". Per Farnetani, però, resta molto importante evitare i travestimenti che possono incitare alla violenza.

"E' bene lasciare liberi i piccoli di scegliere la maschera preferita - spiega - lasciando spaziare la fantasia, senza troppe paure che prendano freddo o si facciano male. Attenzione invece al rischio legato ai petardi e fuochi d’artificio". Unico 'semaforo rosso', quello riservato ai travestimenti "che incitano alla violenza: dunque vietati soldati, ninja, Rambo, e altri personaggi aggressivi. Semaforo giallo per Zorro e moschettieri, che pur se armati restano eroi positivi, mentre via libera a indiani, pirati, cowboy, esploratori, astronauti e supereroi". E per le femmine? "Da evitare ogni costume che possa avere una qualsiasi sfumatura sessuale. Per il resto via libera a principesse, piratesse, fate o animaletti, che piacciono molto ai più piccoli di entrambi i sessi. Sì anche ai personaggi delle fiabe o delle saghe in voga in questo periodo, per lui e lei". Anzi, "in base ai risultati di mie ricerche sui più piccini - spiega Farnetani- i maschi preferiscono i soggetti animali, mentre le femmine quelli di fantasia o i personaggi delle fiabe".

Maschere consigliate anche ai genitori? "Se si partecipa a una festa mascherata per grandi e piccoli è bene travestirsi e farlo con cura. Meglio evitare di essere il solo genitore mascherato per non mettere in imbarazzo il bambino", conclude Farnetani.

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