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Masi Agricola: Boscaini, pronti ad acquisizioni per completare portafoglio denominazioni

07 ottobre 2015 | 16.56
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di Maria Elena Molteni

Masi Agricola, quotata all'Aim di Borsa italiana, dopo avere intrapreso il percorso Elite, prima azienda vitivinicola ad approdare in Borsa, "rompendo un tabù, ovvero che finanza e vino di qualità non potessero andare d'accordo" è pronta a valutare opportunità di acquisizioni di nuovi vigneti e aziende per garantire, "mantenendo lo stesso livello di qualità", maggiori necessità quantitative e per "completare il portafoglio dei nostri prodotti attraverso alcune denominazioni dove non siamo ancora presenti". Lo spiega all'Adnkronos Sandro Boscaini, presidente di Masi agricola, reduce dalla Star Conference di Londra, l'evento in cui le società quotate al segmento Star hanno incontrato gli investitori istituzionali. Masi, pur non essendo Star, è stata scelta per partecipare all'evento insieme ad altre tre realtà, tutte Elite e quotate all'Aim: Tech-Value, Bomi Group, e Giglio Group.

Per crescere attraverso nuove acquisizioni, dunque, Boscaini spiega che "non mettiamo limiti alla provvidenza. Se la crescita organica, come crediamo, avverrà, noi siamo disponibili a mantenere il livello dei nostri vigneti per sopperire alle necessità quantitative anche investendo in nuovi vigneti e nuove aziende. Ma dobbiamo mantenere il link già presidiato tra nostri vigneti e quanto vendiamo. Ma sappiamo anche che ci sono delle opportunità, sempre per altro all'interno della nostra tradizione, cioè di essere interpreti della viticoltura e della enologia delle Venezie".

"Sappiamo - chiarisce il presidente - di avere delle opportunità di completamento del portafoglio dei nostri prodotti attraverso alcune denominazioni dove non siamo ancora presenti. Siamo nel Trentino, siamo nel veronese, ma a est, nel trevigiano e in Friuli, anche se siamo presenti come vigneto, non abbiamo brand". Ecco perché "non trascureremo di guardarli approfonditamente e, se si presenteranno delle opportunità di trovare brand o aziende di nostro interesse che abbiano le caratteristiche che noi cerchiamo, e che cioè siamo affini al nostro attuale brand, chiaramente siamo disponibili anche a questi passaggi".

Per quanto riguarda i numeri, dopo una chiusura positiva del primo semestre (fatturato pari a 27,5 milioni di euro (+4,5%), un utile di periodo di 3,1 milioni rispetto a 0,9 dello stesso periodo dell'anno precedente, e un Ebitda di 7,5 milioni contro i 4,5 del primo semestre del 2014), "tutto fa pensare che chiuderemo l'anno positivamente, sia dal punto di vista dei fatturati, sia della redditività aziendale. Un'azienda come la nostra, che ha un track record positivo nei bilanci, considerando quello che c'è stato e considerando anche l'impegno alla quotazione e al business normale, ha avuto un risultato, in un momento un po' difficile per l'economia e in una turbolenza mondiale, molto bene considerato da analisti e buyer della finanza".

Intanto, "stiamo guardando ad altre possibilità di aperture" di nuovi wine shop "sia nei mercati dove siamo molto presenti, anche per dare significati diversi e più avanzati rispetto al solo vendere vino, e anche in mercati nuovi per buttare qualche seme di maggiore conoscenza del brand in vista di finire sviluppo". Per il resto Masi Agricola vuole consolidare le proprie posizioni avendo già un Export che persa per il 90% sul fatturato e una presenza in quasi 100 paesi. Dove? Principalmente Europa, Germania in particolare, e negli Usa, "che ci hanno dato le maggiori soddisfazioni con crescite importanti, che erano sperate e attese e che adesso si sono concretizzate".

Il primo wine shop è stato aperto a Zurigo, il secondo sul lago di Garda, per incrociare i molti turisti del centro e nord Europa. "Siamo prudenti, perché non ancora rodati, ma ci conforta l'interesse che il turista e la gente locale mostra per questo ambiente. Questo ci conforta e ci dice che siamo sulla strada giusta" conclude Boscaini.

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