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Mattarella: "La data del referendum? C'è procedura, non è caccia ai Pokemon"

27 luglio 2016 | 13.01
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Il presidente Sergio Mattarella riceve il tradizionale 'Ventaglio', al termine dell'incontro con i componenti dell'Associazione Stampa Parlamentare, i direttori dei quotidiani e delle agenzie giornalistiche e i giornalisti accreditati presso il Quirinale

"In queste settimane a proposito della data e del cosidetto 'spacchettamento'" del referendum costituzionale "mi è parso di assistere a discussioni un po' surreali, quasi sulla scia della caccia ai Pokemon". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi, incontrando al Quirinale i vertici dell'Associazione stampa parlamentare per la tradizionale cerimonia di consegna del ventaglio, si è concesso una divagazione in tono politico sul videogioco che ha creato una vera e propria mania globale.

Mattarella ha infatti ricordato e sottolineato che "si è detto che vi sarebbe stato uno spostamento della data di celebrazione del referendum. Qualcuno ha anche invitato perentoriamente a comunicarne la data. La data del referendum - ha aggiunto - non è stabilita per il semplice fatto che non è ancora possibile farlo. La procedura del referendum è regolata dalla legge e l'iter per la fissazione della sua data può essere avviato soltanto dopo che la Corte di Cassazione avrà comunicato quali sono le richieste ammesse al referendum".

"La Cassazione - ha concluso Mattarella - che ha il compito di valutare la loro regolarità, secondo la legge ha tempo fino al 15 agosto per comunicarlo. Fino a quando non vi sarà questa comunicazione la procedura per fissare la data non può partire".

Parlando poi di terrorismo, ha detto il capo dello Stato, "l'allarme più alto è per la violenza che nasce dalla propaganda terroristica di ispirazione islamista" ma bisogna "capire da dove scaturiscono le tante manifestazioni di violenza che fanno irruzione nella vita quotidiana".

Quello del radicalismo islamico dell'Is o di Daesh è il "fenomeno più evidente, frequente, efferato, la minaccia più grave" per "l'intera comunità internazionale", ha osservato Mattarella rifacendosi alla brutale esecuzione di padre Jaques Hamel.

"La violenza è tornata diffondersi in Europa - ha continuando, elencando i tanti episodi della furia terrorista ma anche fatti di natura diversa come lo schianto dell'aereo Germanwings - di fronte a un fenomeno così diversificato e complesso, occorre trovare la capacità di analizzarlo nella sue completezza per poterlo contrastare e sconfiggere in tutte le sue forme e cause".

"Le società, le istituzioni europee - ha proseguito il presidente - sono in affanno. I legami di solidarietà, a livello sovranazionale e sul piano interno, si allentano e sembrano sfilacciarsi, a causa della paura e del disorientamento, che in questo modio si accrescono e vengono alimentati". Insomma per Mattarella "si rischia di entrare in una nuova età dell'ansia".

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