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Mattarella visita il Campus della Cattolica a Cremona

25 maggio 2021 | 17.02
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"Il rispetto per la scienza, cui ci ha richiamato con forza la pandemia e la necessità di confrontarla, sono un elemento indispensabile da preservare non soltanto quando vi sono emergenze drammatiche, ma costantemente nella vita del nostro Paese". È uno dei passaggi chiave del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita alla città di Cremona e al campus dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove hanno sede le due facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali e di Economia e Giurisprudenza.

Presenti alla cerimonia, introdotta dalle note toccanti dell’Inno di Mameli eseguite con uno Stradivarius Vesuvius dalla violinista Lena Yokoyama, il Sindaco della città di Cremona Gianluca Galimberti, che ha richiamato la "centralità" e il "ruolo delle università per la città" -, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha rimarcato la presenza storica dell’Ateneo nel territorio lombardo, da anni impegnato a perseguire l’"eccellenza educativa".

E proprio oggi la Cattolica, nell’anno del suo Centenario, ha aggiunto con il campus di Cremona, che sorge nell’ex Monastero di Santa Monica, un’altra importante tessera alla sua storia. Un "recupero", quello del monastero, che come ha ricordato il Capo dello Stato "è frutto di una collaborazione tra pubblico e privato», resa possibile dall’intervento di Comune, Regione e Fondazione Arvedi Buschini al fianco dell’Università Cattolica. Si tratta, secondo il presidente Mattarella, di una «condizione preziosa anche in via generale, non soltanto in questa circostanza: particolarmente in questo momento la collaborazione fra tutte le realtà del Paese è indispensabile per definire nel modo migliore, per attuare sollecitamente e con efficienza i programmi che conseguono dal Next Generation dell’Unione Europea".

Per il Presidente Mattarella essere in un monastero è particolarmente significativo, dato che "i monasteri nell’Alto Medioevo furono i propulsori della rinascita culturale e civile dei popoli d’Europa. Siamo in un momento di ripresa per il nostro Paese: essere qui assume quasi un valore simbolico". Al significato simbolico del luogo ha fatto riferimento il Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli. Questa occasione "rappresenta anzitutto il risultato di una tenace volontà di perseguire obiettivi di crescita, anche mentre si stanno attraversando tempi difficili".

Nel suo saluto il Rettore Anelli ha ricordato che "nulla di quanto vediamo ora esisterebbe senza il sostegno del cav. Giovanni Arvedi Non mi riferisco soltanto al generosissimo contributo economico della Fondazione Arvedi Buschini; penso alla costante, determinata e appassionata cura che ha personalmente dedicato a questa impresa, perché potesse realizzarsi".

Gli sforzi che stiamo compiendo, ha proseguito il Rettore Anelli, "sono ispirati dalla convinzione che il futuro della nostra società si gioca in gran parte sul terreno della formazione. Sappiamo che alle prossime generazioni lasceremo un consistente debito finanziario e proprio per questo abbiamo un corrispondente obbligo verso i giovani: quello di dotarli dei mezzi per ripagarlo. Ossia delle conoscenze, delle capacità e della cultura sulle quali potranno radicare nei prossimi decenni la crescita, economica ma anche sociale e civile, del Paese, a beneficio di tutti. Per questo l’investimento in educazione è spesa virtuosa e necessaria, e il contributo che la Cattolica si propone di offrire consiste – come sempre nella sua storia – nel pensare e attuare programmi di ricerca e studio con una continua attenzione al territorio e alle sue risorse umane, culturali e materiali. Oggi diamo nuovo impulso allo specifico progetto culturale proprio della sede, unitaria, di Piacenza-Cremona".

L’attenzione ai giovani è ritornata nelle parole del Presidente Mattarella secondo cui il nostro Paese nutre un grande debito nei confronti delle nuove generazioni non solo "finanziario". "Questa è l’occasione con i programmi che sono in corso di definizione o di attuazione per disegnare in maniera adeguata il futuro da consegnare ai giovani, rifuggendo dalla tentazione, dalla tendenza che sovente si avverte di farsi rinchiudere, o imprigionare addirittura, nella considerazione esclusiva e quindi effimera del momento presente che ignora il passato e la storia e trascura il futuro". Di qui "l’esigenza di pensare nel nostro Paese ai giovani per consegnare loro, al di là delle contingenze del momento, un futuro adeguato che garantisca il futuro dell’Italia".

Prima del congedo del Presidente, il Rettore Franco Anelli gli ha donato un raro trattato di agricoltura e botanica che fa ampio ricorso alle citazioni dei maggiori autori della letteratura classica, opera di Francesco Sansovino.

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