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Moda: Maurizio Corneliani, ottimisti anche su mercato interno

20 giugno 2015 | 19.55
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Maurizio Corneliani, direttore finanziario della maison mantovana Corneliani, si dice "ottimista" rispetto all'andamento del settore, anche per quanto riguarda il mercato interno. A margine della sfilata che si è tenuta oggi a Milano, ricorda all'AdnKronos che dopo una chiusura d'esercizio 2014 a 120 milioni di euro, "pensiamo nel 2015 di crescere di qualche punto percentuale. Purtroppo la situazione del mercato non consente crescite troppo elevate, ma tra Usa e altri mercati pensiamo di continuare a crescere. Anche in Italia. Dobbiamo vedere - avverte - come va l'inverno che è la stagione principale ma accenni di ripresa anche nel mercato italiano ci sono". "Certo ci vorrà ancora qualche stagione per consolidare questa crescita ma siamo ottimisti. Che sia finito almeno il calo e si intravveda la crescita ci rende quantomeno ottimisti".

Per il futuro della Corneliani, e sulla possibilità di avvicinare un private equity o la Borsa, "bisogna avere un occhio per la crescita e alla crescita, ma progetti non ce ne sono al momento" assicura, spiegando che "proseguiamo con l'autofinanziamento, andiamo avanti con le nostre forze e ora ovviamente con tanti mercati che si aprono dove gli investimenti aumentano è sempre necessario guardarsi intorno e capire quali sono le situazioni migliori per lo sviluppo, ma non c'è un progetto in questo senso".

Per quanto riguarda il retail, si parla di "consolidamento dell'esistente e anche di sviluppo costante di negozi in apertura. Adesso, per esempio, stiamo guardando - anticipa - a Parigi per un progetto importante di apertura nuova. Andiamo a coprire le piazze principali come Stati Uniti. Abbiamo coperto bene la Cina e Hong Kong, tutto il far East e Dubai. Quindi abbiamo uno sviluppo omogeneo che è cresciuto negli anni e in questa ottica ragioneremo per il futuro. Poi, se decideremo di accelerare, vedremo". Rispetto infine alla Russia, mercato sul quale Corneliani è presente con 13 negozi, "come tutti abbiamo subito contraccolpi importati, perché sia il mercato interno, sia il mercato dei viaggiatori è calato. Tuttavia, resta un mercato prioritario".

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