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Maxi frode in Valcamonica, nascosti al fisco 19 milioni

09 ottobre 2017 | 10.08
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Gli affiliati erano uniti da stretti vincoli familiari, così da garantire "l’impermeabilità della struttura criminale". Ma prestanomi e fatture inesistenti non sono sfuggiti alla Guardia di Finanza di Pisogne, piccolo Comune della Valcamonica di 8mila abitanti: dopo mesi di indagini e riscontri contabili, i finanzieri, coordinati dal comando provinciale di Brescia, hanno denunciato i rappresentati di varie società coinvolte in una frode fiscale da 19 milioni di euro.

ACQUISTI IN NERO - In particolare, la Gdf ha scoperto due società cartiere o 'di comodo' che, dal 2012 al 2016, hanno emesso fatture per operazioni inesistenti nel settore del commercio di rottami ferrosi, ma erano prive di qualsiasi consistenza patrimoniale. Il gruppo, che si avvaleva di compiacenti prestanome, consentiva così di fare acquisti in nero a numerose società della provincia di Brescia.

FATTURE FALSE - I rappresentanti di diritto e di fatto delle diverse società coinvolte nella frode sono stati denunciati per l’emissione e l’utilizzo di fatture false e per distruzione o occultamento della documentazione contabile.

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