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Medicina: al via 'Endomilano', congresso mondiale di chirurgia endoscopica

14 aprile 2014 | 15.42
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Milano, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Interventi brevi, poche perdite di sangue, cicatrici invisibili, convalescenza rapida. Sono i vantaggi promessi dalla chirurgia endoscopica, protagonista da oggi di 'Endomilano'. Il centro congressi MiCo del capoluogo lombardo ospita il 6° Congresso mondiale di chirurgia endoscopica del cervello, della base cranica e della colonna vertebrale, e il 2° sulla Fess, chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali e del naso. Per l'occasione viene presentato uno studio multicentrico che coinvolgerà anche l'Italia, sull'acido ialuronico come 'arma' per accelerare la rigenerazione della mucosa nasale dopo un intervento.

"La chirurgia endoscopica - sottolinea Paolo Castelnuovo - direttore di Clinica otorinolaringoiatrica all'università dell'Insubria e organizzatore dell'evento - se si parla di cranio e naso non è semplicemente un'opzione, ma rappresenta la tecnica d'elezione per numerose patologie di questo distretto anatomico". In particolare, "la chirurgia endonasale è quella meno traumatica nei confronti della mucosa nasale - spiega Alberto Macchi, specialista in otorinolaringoiatria dell'Università dell'Insubria - che tuttavia viene comunque danneggiata. Il periodo postoperatorio e di guarigione della mucosa nasale è sicuramente più delicato", e "la guarigione di una ferita è un processo molto complesso".

Negli anni - ricorda una nota - sono stati sperimentate in modo empirico diverse soluzioni per ridurre la formazione di croste e rimuoverle, ma senza risultati soddisfacenti. "L'utilizzo di acido ialuronico ad alto peso molecolare 9 mg, somministrato attraverso apposito device - evidenzia Macchi - ha ottenuto i risultati migliori nella risoluzione dei problemi del post-chirurgico. L'acido ialuronico è il primo trattamento che ha dimostrato di regolare le secrezioni e modulare la risposta infiammatoria", aggiunge l'esperto. Sulla base di queste evidenze, e per elaborare linee di intervento condivise, la comunità scientifica ha deciso di avviare uno studio multicentrico il cui protocollo viene presentato a Endomilano. Il trial arruolerà oltre 300 pazienti e sarà condotto in centri ospedalieri di Italia, Svizzera e Germania.

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