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Medicina: Anmvi, con laurea in Veterinaria non si guadagna

11 marzo 2014 | 15.52
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Roma, 11 mar. (Adnkronos Salute) - "La laurea in Medicina veterinaria, così com'è oggi è squalificata e inappetibile per il mercato del lavoro". E' il commento di Carlo Scotti, coordinatore nazionale Anmvi, al rapporto 2014 di Almalaurea.

Secondo le elaborazioni su dati del 2013, a tre anni dal diploma accademico, la condizione occupazionale dei laureati in medicina veterinaria è delle più desolanti: "Quel 50,7% che dichiara di lavorare - prosegue Scotti - non svolge in realtà alcuna professione reale, capace cioè di assicurare redditività". L'84,1% di questa percentuale dichiara di esercitare nel privato: "Sono autonomi a partita Iva che fatturano zero, non maturano previdenza e non guadagnano abbastanza nemmeno per se stessi", commenta Scotti.

La colpa, prosegue, è delle "troppe sedi universitarie, dei troppi laureati, di una formazione appiattita sulla medicina degli animali da compagnia il cui mercato è ormai saturo da tempo. Ci sono più veterinari che pazienti". Per Scotti le soluzioni sono: "Meno sedi universitarie, molti meno veterinari una formazione più competitiva e attenta alla evoluzione della figura del medico veterinario in altri settori professionali, quali la sicurezza alimentare, la zootecnia, che però non stanno nell'immaginario dei ragazzi e che gli atenei non incoraggiano preferendo alimentare tragiche illusioni professionali".

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