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Mediobanca, Bolloré esce dal patto di sindacato

27 settembre 2018 | 08.25
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(Fotogramma)

Il gruppo Bolloré ha deciso di uscire dal patto di Mediobanca, sfruttando la finestra di settembre per la disdetta anticipata che si sarebbe chiusa tra qualche giorno. "Il presidente dell'accordo per la partecipazione al capitale Mediobanca informa di aver ricevuto da Financière du Perguet (gruppo Bolloré), titolare di n. 69,7 mln azioni pari al 7,9% del capitale, lettera di disdetta anticipata con efficacia primo gennaio 2019", spiega una nota di Mediobanca.

Pur uscendo dal patto di sindacato, il gruppo Bolloré precisa che manterrà la sua quota, pari a circa il 7,9% del capitale di Mediobanca. Ed esprime "soddisfazione per gli eccellenti risultati conseguiti dal gruppo Mediobanca, convinto sostegno all'attuale strategia e pieno supporto al suo management". Dopo quasi vent'anni di adesione all'accordo, "la scelta è collegata al crescente impegno finanziario del gruppo Bolloré in Vivendi (la cui quota di possesso è cresciuta in 12 mesi dal 20,6% al 26,2%) e all'obiettivo di utilizzare con maggiore flessibilità i suoi asset", spiega la nota.

Senza il gruppo Bolloré, che aderiva con il 7,9%, il patto si scioglierà automaticamente il 1 gennaio 2019. Secondo quanto si apprende, fino al 31 dicembre la situazione resterà ferma. Al momento le ipotesi più concrete per il futuro di Mediobanca sono due: o la creazione di un patto light al 20% circa con una durata minima di due anni, che accompagni il board fino al 2020, quando si rinnoverà il consiglio. Oppure la fine del patto, a gennaio, e l'inizio di una governance da public company per Mediobanca, cosa a cui la banca sta lavorando da tempo, con uno statuto già pronto per questa evenienza.

Fonti a conoscenza della situazione raccontano dello "stupore" in Mediobanca per la decisione inattesa del finanziere bretone. La lettera con la disdetta del gruppo francese è arrivata ieri sera ad Angelo Casò, presidente dell'assemblea del Patto. Oggi la riunione del patto è durata meno di due ore e non si è parlato di patto light o altre ipotesi. L'intenzione dei soci sarebbe quella di prendere tempo, e un'altra riunione dovrebbe essere convocata a stretto giro, comunque entro la fine di novembre, per prendere una decisione.

A ogni modo, fanno notare le stesse fonti, un patto light non avrebbe senso senza Unicredit e la sua quota dell'8,4%. Con l'uscita di Italmobiliare e Bolloré, il patto è sceso da circa il 28,5% al 19,6%. La sua soglia di validità era stata fissata al 25%.

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