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Mediobanca, ricavi al massimo storico e alza cedola

01 agosto 2018 | 16.26
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- albertonagel

Risultati superiori al consensus e ricavi al massimo storico per Mediobanca nell'esercizio chiuso al 30 giugno. L'utile netto ammonta a 863,9 milioni, in aumento del 15,2% rispetto allo scorso anno e i ricavi si attestano a 2,4 miliardi (+10%). La performance riflette il positivo andamento di tutte le divisioni e in particolare del credito al consumo e il progressivo consolidamento del wealth management. La solidità̀ patrimoniale si rafforza con il Common Equity Tier1 Ratio che passa dal 13,3% al 14,2% "anche per effetto dell’introduzione, a partire dal marzo scorso, dei modelli interni per il calcolo degli Rwa sui portafogli Cib-large corporate", con un beneficio complessivo di circa 140 punti base.

Il risultato operativo supera il miliardo e anticipa i target del piano: post rettifiche su crediti, cresce nell’esercizio del 23,6% (da 855,2 a 1.057 milioni), raggiungendo con un anno di anticipo il target di un miliardo posto dal piano al 2019. L'esercizio 2017-2018 ha mostrato una serie di "elementi positivi che ci fanno pensare che il 2018-2019 sarà un altro anno di crescita", ha spiegato l'amministratore delegato Alberto Nagel. "Le iniziative e il consolidamento che abbiamo iniziato hanno ancora una lunga traiettoria da fare".

Piazzetta Cuccia aumenta la remunerazione degli azionisti per l'esercizio 2017-2018. La proposta del cda è di un dividendo lordo di 0,47 euro azione, in crescita del 27% rispetto alla cedola di 0,37 euro dello scorso anno. Il pay-out sale al 48% dal 43%. La banca ha anche approvato un piano di acquisto azioni proprie per il 3% del capitale. Questa misura, ha detto Nagel, "è particolarmente idonea in un momento in cui è consigliato l'uso di azioni per remunerare i propri dipendenti e concludere partnership nel mondo del risparmio gestito e non solo".

Mediobanca non rivedrà i target del piano né anticiperà la stesura del nuovo piano industriale, che è prevista per il prossimo anno. "Non è nella nostra prassi rivedere o anticipare i target del piano, anche perché per una banca d'affari non è un esercizio semplice perché la prevedibilità di alcuni ricavi rispetto ad altri è meno certa", ha sottolineato Nagel. "Continueremo a fare acquisizioni anche quest'anno e a crescere organicamente".

Confermata la cessione del 3% di Generali, la partecipazione nel gruppo assicurativo è di circa il 13%. "Entro giugno 2019 cederemo il pacchetto" del 3%, ha rimarcato Nagel. La cessione "può essere fatta in molti modi, sul mercato o non sul mercato, con uno scambio di asset, quindi vedremo le opportunità che nel mentre si presentano". L'obiettivo "è quello di utilizzare il capitale per rafforzare la prospettiva di crescita e il valore di business che abbiamo". Prioritario per l'ad è il wealth management, ma "non è l'unico campo in cui faremo acquisizioni". Con il capitale aggiuntivo della componente che deriverebbe da Generali "potremmo fare ancora un salto in più".

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