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Meeting Rimini: Guarnieri, vediamo dramma e irriducibile domanda di bene

25 agosto 2014 | 13.21
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Foto dal sito www.meetingrimini.org

"Iniziamo il Meeting con la domanda 'Che cosa cercate?' evidenziata dal Santo Padre a conclusione del suo messaggio che abbiamo letto questa mattina. Viviamo un momento drammatico: di fronte a tutto quello che accade, 'che cosa cercate?' è una domanda pertinente". Con queste affermazioni Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting, ha iniziato il suo intervento alla conferenza stampa inaugurale a Rimini.

"Vediamo tutto il dramma presente, quella sorta di terza guerra mondiale diffusa di cui ha parlato il Papa di ritorno dalla Corea - ha proseguito - ma anche un'irriducibile domanda di bene dell'uomo. Vogliamo attraversare tutto: non girare la faccia da un'altra parte, né lanciare slogan consolatori".

In questo Meeting "interverranno testimoni di diverse situazioni di guerra; parleremo di Medio Oriente, Siria, Iraq... Attraverseremo tutto con un'ipotesi: c'è un punto che può sostenere l'uomo in mezzo ai drammi e alle contraddizioni. È quello che abbiamo chiamato 'il potere del cuore', come recita il titolo dell'incontro con padre Pierbattista Pizzaballa".

Ed è proprio il custode di Terra Santa a prendere la parola di seguito. "Il mio intervento in auditorium - ha detto il francescano - sarà concentrato sulla realtà del Medio Oriente, che come sappiamo è in drammatica trasformazione. Nella mia lettura cercherò di vedere come, con differenti tradizioni, sia possibile credere in Medio Oriente, come ci si possa voler bene tra diversi. Il cristiano non può aver paura del male, ma nelle situazioni segnate dal male deve dare prova ancora più profonda della sua fede in Gesù".

"La preghiera di papa Francesco con Abu Mazen e Shimon Peres - ha detto rispondendo a un giornalista - non è stata vanificata dalla violenza successiva. La preghiera non è una cosa magica, ma introduce ad un approccio vero alla realtà e questo resta". Wael Farouq, vice presidente del Meeting Cairo e docente di lingua araba all'Università Cattolica di Milano, ha incentrato l'intervento sul lato umano della rivoluzione mediorientale. "Oggi, in quasi tutti i paesi musulmani - ha affermato - c'è il terrorismo, ma ci sono anche milioni di persone, spesso sconosciute, che non sono terroristi e che fanno la differenza".

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