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Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Mappati i neuroni che decidono

27 maggio 2014 | 18.54
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(Adnkronos Salute) - Scegliere una ricompensa piccola ma sicura, oppure rischiare per cercare di ottenere qualcosa di più? Il dilemma 'meglio un uovo oggi o una gallina domani' tormenta l'uomo da sempre, e ora un gruppo di scienziati americani ha mappato i neuroni che spingono a propendere per l'una o l'altra opzione. In alcuni studi discussi a Montreal, all'ottavo meeting annuale dell'Associazione canadese di neuroscienze, il team diretto da Stan Floresco, Research Centre University of British Columbia, ha fatto luce sui meccanismi in base ai quali il cervello sceglie la strategia più adatta alle diverse circostanze. In altre parole, sul segreto della flessibilità.

In una serie di esperimenti sui ratti, Floresco e colleghi hanno dimostrato che la scelta della ricompensa più grande ma incerta risiede in aree cerebrali più profonde e primitive, mentre quella del premio più piccolo ma sicuro 'abita' nei lobi frontali: sono queste regioni che hanno il compito di frenare la tendenza viscerale a puntare all'obiettivo maggiore, quando le circostanze lo sconsigliano. "Sembra che le regioni cerebrali più primitive spingano a perseguire il traguardo più ambizioso - sottolinea Floresco - mentre i lobi frontali conferiscono una visione più a lungo termine, richiamando alla saggezza quando la situazione indica che inseguire il premio più grande potrebbe non convenire".

In altre ricerche l'equipe Usa ha osservato inoltre che i neuroni produttori di dopamina sembrano avere un ruolo nel richiamare al cervello l'esito di recenti decisioni, così da indirizzare di conseguenza le scelte future. Infine, in un recente studio gli scienziati hanno svelato l'influenza di un'altra area del cervello, la abenula laterale, sui meccanismi che portano a prendere una decisione piuttosto che a un'altra, ricordando l'esito negativo di scelte precedenti. Nel complesso, i risultati di tutti questi studi suggeriscono la complessità dell'interazione e della competizione tra i diversi circuiti cerebrali coinvolti nelle scelte. "Chiarire i meccanismi con cui questi circuiti dialogano - spiega Floresco - potrebbe fornire importanti informazioni sulle anomalie all'origine di malattie neuropsichiatriche come la schizofrenia".

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